Pensioni e finestre: Nel 2027 ben 7 mesi di attesa, e poi 9 mesi nel 2028

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di: Giacomo Mazzarella

pensione e finestre

Una pensione che si allontana nel tempo e che diventa più difficile da percepire non deve necessariamente passare da un inasprimento dei requisiti come molti contribuenti pensano. L’allontanamento delle pensioni dai contribuenti non si materializza soltanto spostando in avanti i requisiti di accesso, come effettivamente accadrà nel 2027 per le pensioni di vecchiaia o per le pensioni anticipate ordinarie. Infatti, oggi analizziamo un altro fattore che può segnare drasticamente la possibilità di andare in pensione per qualche contribuente. Lasciandolo al lavoro più a lungo o quantomeno costringendo ad aspettare di più per arrivare alla tanto agognata pensione.

Oggi, infatti, parliamo di finestre di decorrenza della pensione. E come vedremo ci sono alcuni contribuenti che pagheranno un dazio molto pesante a partire dal 2027. Un dazio ben più pesante di quello che prevede un mese di contributi in più per le pensioni di vecchiaia e per le pensioni anticipate in base all’aumento dei requisiti per le aspettative di vita.

Pensioni e finestre: Nel 2027 ben 7 mesi di attesa, e poi 9 mesi nel 2028

La finestra di attesa per andare in pensione è un qualcosa che nel nostro sistema previdenziale da sempre si utilizza. C’erano per esempio i dodici mesi di finestra di opzione donna, oppure ci sono i tre mesi di finestra delle pensioni anticipate ordinarie, delle pensioni anticipate contributive e di quota 41 precoci. In parole povere la finestra non è altro che una fase di attesa che il contribuente deve subire a partire dalla data di maturazione dei requisiti e fino alla data di incasso del primo rateo di pensione.

Una fase di attesa che per esempio oggi per le pensioni anticipate ordinarie è di tre mesi. Infatti, una volta raggiunti i 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini o i 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne, gli interessati devono aspettare tre mesi di finestra per incassare il primo raggio di pensione.

Per esempio, a requisiti maturati a maggio un lavoratore deve aspettare la pensione dal primo settembre successivo. Ciò che molti non considerano però è che ci sono alcuni settori in cui la finestra di decorrenza è ben più lunga. Infatti, la finestra per i lavoratori iscritti ad alcune casse della Gestione Pubblica è ben più elevata e diventerà molto più elevata nel prossimo biennio.

Come cambiano le cose per alcuni lavoratori pubblici

Qualcuno storce il naso per quel mese in più di contributi necessari per la pensione anticipata dal 2027. Invece, farebbe bene a ricredersi. Perché c’è anche di peggio nel nostro sistema previdenziale. Infatti, è stato già programmato che alcuni contribuenti subiranno un netto aumento della finestra di decorrenza tra 2027 e 2028.

Gli interessati sono i contribuenti che versano alla Cassa Pensioni Dipendenti Enti Locali (CPDEL) per esempio. Oppure quelli che versano alla Cassa Pensioni Ufficiali Giudiziari (CPUG), alla Cassa Pensioni Sanitari (CPS) o alla Cassa Pensioni Insegnanti (CPI). Questi contribuiteti già nel corso del 2026 sono stati interessati da una finestra di decorrenza per le pensioni anticipate di ben 5 mesi. In pratica al maturare dei requisiti delle pensioni anticipate nel 2026, la finestra di attesa non è di 3 mesi come per tutti gli altri, ma di ben 5 mesi. Nel 2027 questa finestra diventerà di 7 mesi per poi passare addirittura a 9 mesi nel 2028.

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