Tutti credono di sapere tutto sulla pensione ma in effetti non è così. La materia è talmente complessa che a volte anche gli addetti ai lavori non sanno propriamente tutto. Oggi vediamo tutte le curiosità che andrebbero comprese. Perché sulle pensioni ci sono delle curiosità che mandano in pensione prima.
Per “magia” un anno di contributi vale 14 mesi
Lo sai che c’è un modo per far valere 14 mesi un anno di contribuzione? In pratica, lavorando un intero anno si guadagnano non solo i 12 mesi di contributi canonici ma anche 2 mesi di contributi figurativi in più. E in questo modo si possono recuperare fino a 5 anni. Lo strumento è la maggiorazione contributiva invalidi. Chi è stato riconosciuto invalido civile almeno al 74% può godere di questo privilegio per ogni periodo di lavoro svolto dopo il riconoscimento dell’invalidità. Un modo per completare prima una carriera contributiva che serve per la misura di pensionamento prescelta.
Ecco quando i figli avuti possono garantire pensioni anticipate
Ci sono delle regole molto particolari che riguardano le lavoratrici madri nel sistema contributivo. Parliamo di lavoratrici che hanno la data di iscrizione alla previdenza obbligatoria successiva al 31 dicembre 1995. Chi si trova in queste condizioni può godere, sia per la pensione di vecchiaia ordinaria che per quella contributiva e pure per l’anticipata contributiva, di uno sconto di 4 mesi per ogni figlio avuto e fino a massimo 16 mesi di sconto. In altri termini, un figlio vale un taglio di 4 mesi sulla pensione di vecchiaia che da 67 anni scenderebbe a 66 anni e 8 mesi come età di uscita. E con 4 o più figli lo sconto può arrivare a 16 mesi, garantendo uscite a 65 anni e 8 mesi per la pensione di vecchiaia ordinaria, a 62 anni e 8 mesi per la pensione anticipata contributiva o a 69 anni e 8 mesi per la pensione di vecchiaia contributiva. Naturalmente due figli valgono 8 mesi di sconto e tre figli 12 mesi.
Il lavoro svolto da minorenne vale di più, ecco quando
Lo sai che aver iniziato a lavorare e versare prima della maggiore età ha dei vantaggi? Anche in questo caso parliamo di vantaggi del sistema contributivo, validi per chi non ha versamenti antecedenti il 31 dicembre 1995. Per chi è considerato, in gergo, un contributivo puro o nuovo iscritto come si dice in questi casi, un anno di lavoro prima dei 18 anni di età vale 1,5 volte. Significa che se un lavoratore ha iniziato a versare a partire dal compimento dei 17 anni di età, fino al compimento dei 19 anni ha versato 2 anni di contributi che però ai fini pensionistici valgono 3 anni.
Lo sai che un parente disabile ti fa andare in pensione molto prima? Ecco perché
Più volte sulle pensioni si sente parlare di caregivers. Un termine adottato dall’inglese che in italiano si può tradurre in persona che cura un’altra persona. Nel caso di coniuge o parente di primo grado che sono invalidi gravi bisognosi di cura e sotto tutela della legge 104, un contribuente può sfruttare sia l’Ape sociale che la quota 41 precoci. Può uscire quindi già a partire dai 63 anni e 5 mesi di età con 30 anni di versamenti con la prima misura. O senza limiti di età con 41 anni di contributi di cui 12 mesi almeno prima dei 19 anni di età con la seconda. L’importante è che l’interessato conviva con il disabile sotto lo stesso tetto anche se in nuclei familiari differenti. Anche per parenti e affini fino al secondo grado c’è questa possibilità. Ma solo se questi parenti o affini non hanno coniugi e genitori in grado di assisterli (deceduti, a loro volta invalidi o troppo anziani, ndr).
Lo sai che ci sono misure che puoi sfruttare anche oggi ed anche se sono di fatto cessate?
Nel sistema previdenziale italiano vige la regola della cristallizzazione del diritto alla pensione. Significa che se uno ha maturato il diritto alla pensione, ma per sua scelta o per qualsiasi altro motivo non l’ha sfruttato, non lo perde mai. E questo anche se la misura di cui aveva raggiunto il diritto oggi è cambiata o cessata. La regola vale per le tre pensioni per quotisti ormai sparite, per opzione donna e per altre misure. Cosa significa? Che se uno ha maturato 41 anni di versamenti e 62 anni di età già nel 2025, nel 2024 o nel 2023, anche se non ha più versato, può andare a sfruttare la quota 103 pure oggi. A prescindere che la quota 103 sia ancora attiva o no. Lo stesso vale per le lavoratrici che entro il 2024 per esempio, rientravano nelle categorie di opzione donna e avevano maturato 59, 60 o 61 anni di età insieme a 35 anni di versamenti. Oppure chi entro la fine del 2021 aveva già raggiunto i 62 anni di età e i 38 anni di versamenti validi per la quota 100.



