Lavoro gravoso e pensione anticipata, novità dalla Corte di Giustizia Europea

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di: Giacomo Mazzarella

Pensione anticipata

Una novità che rischia di passare in secondo piano ma che può risultare molto importante per diversi lavoratori nasce da una sentenza del 21 maggio 2026 da parte della Corte di Giustizia Europea. Argomento la totalizzazione dei contributi in regime internazionale per i lavori gravosi. Parliamo di attività lavorative logoranti e faticose che permettono non solo in Italia, di avere accesso a delle agevolazioni previdenziali sulle pensioni anticipate per chi risulta aver svolto queste particolari e faticose attività lavorative. Con la novità proveniente dalla già citata Corte di Giustizia Europea non si fa altro che estendere la possibilità di utilizzare i periodi di lavoro gravoso svolti all’estero per l’accesso alle pensioni anticipate dedicate proprio ai lavori gravosi. Periodi quindi validi anche per le pensioni nei Paesi di residenza a cui si chiede la prestazione previdenziale.

Lavoro gravoso e pensione anticipata, novità dalla Corte di Giustizia Europea

Tutto nasce da un caso particolare che la Corte di Giustizia Europea ha affrontato in una causa dando ragione al ricorrente. Il ricorso era di un lavoratore alle prese con un lavoro particolarmente faticoso che è quello di minatore. Un lavoratore che prima del dissolvimento dell’ex Cecoslovacchia aveva lavorato come minatore e quindi con un’attività che in quel Paese dava diritto a delle pensioni anticipate a partire dai 55 anni di età.

Il lavoratore che oggi vive in Slovacchia non ha trovato nel Paese di residenza le stesse agevolazioni per il lavoro gravoso che ha svolto ma la sentenza della Corte di Giustizia Europea ha deciso di applicare la regola della Repubblica Ceca dove effettivamente il lavoro di minatore e quindi in sotterranea da diritto ad una pensione nettamente agevolata. In parole povere sfruttando dei periodi di lavoro gravoso svolti all’estero questo lavoratore è potuto andare in pensione anticipata nel suo Paese attuale di residenza.

Anche se il caso è particolare e ben specifico la decisione della Corte di Giustizia Europea apre alla possibilità di valorizzare i periodi di lavoro gravoso svolti all’estero anche per le normali pensioni in Italia che come sappiamo per gli addetti ai lavori gravosi danno diritto a dei pensionamento abbastanza anticipati.

Ecco cosa fa adesso la novità dalla Giustizia Europea

In Italia gli addetti ai lavori gravosi possono andare in pensione a 63 anni e 5 mesi di età con l’Ape sociale. Ma possono farlo anche senza limiti di età con la quota 41 per i lavoratori precoci. In ogni caso le attività di lavoro gravoso che danno diritto a questi pensionamenti anticipati sono quindici. Si parla per esempio di edili, infermieri, agricoli, facchini, badanti e così via discorrendo.

Le attività di lavoro gravoso in ogni caso vanno scolte per 7 degli ultimi 10 anni o per 6 degli ultimi 7 anni. Alla luce della pronuncia degli ermellini della Giustizia Europea anche se svolti all’estero dovrebbero essere validi per il pensionamento in Italia. Usiamo il condizionale perché come sempre con le domande di pensione c’è da fare i conti con le interpretazioni, spesso contrastanti da caso a caso, che l’INPS offre. Resta però il cambio di marcia e l’equiparazione delle attività di lavoro faticose e logoranti svolte anche fuori dai confini della Nazione di appartenenza.

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