Esistono delle pensioni anticipate attive nel 2026 che permettono di uscire dal lavoro a contribuenti che svolgono un lavoro gravoso o usurante. Le misure in questiono sono la quota 97,6, meglio nota come scivolo usuranti e destinata come si evince dal suo stesso nome, agli addetti ai lavori usuranti. Poi c’è l’Ape sociale tra le cui categorie di aventi diritto, ci sono gli addetti ai lavori gravosi. Ed infine c’è la quota 41 precoci, misura che invece ha tra le varie categorie a cui è destinata, sia gli addetti ai lavori gravosi che gli addetti ai lavori usuranti. Ma quali sono queste attività?
Tre diverse misure per la pensione anticipata di gravosi e usuranti
Andare in pensione per chi svolge un lavoro faticoso e pesante è più facile e si può fare in anticipo. Gravosi e usuranti possono andare in pensione con la quota 41 precoci. Bastano 41 anni di versamenti di cui almeno un anno versato prima dei 19 anni di età. Gli addetti ai lavori usuranti hanno diritto allo scivolo di quota 97,6, con 61 anni e 7 mesi di età minima e con 35 anni di contribuzione altrettanto minima. Gli addetti ai lavori gravosi infine hanno accesso all’Ape sociale con almeno 63 anni e 5 mesi di età anagrafica ed almeno 36 anni di età contributiva.
I lavori gravosi, ecco quali sono
Spesso si fa confusione e si mischiano le due cose, ma lavori gravosi e lavori usuranti hanno elenchi differenti. I lavori gravosi sono quelli previsti dalla manovra di Bilancio 2017, cioè dalla legge 232 del 2016 e dalla legge di Bilancio 2018, cioè la legge 205 del 2017. I lavori usuranti invece sono previsti dal DLGS 67 del 2011. I lavori gravosi sono:
- operai edili, dell’industria estrattiva e della manutenzione degli edifici;
- gruisti e conduttori di gru macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni;
- conciatori di pelli e di pellicce;
- macchinisti di treni e convogli ferroviari o personale ferroviario viaggiante;
- camionisti e conduttori di mezzi pesanti in genere;
- personale delle professioni infermieristiche ed ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni in sale operatorie e sale parto;
- addetti all’assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza;
- insegnanti della scuola dell’infanzia ed educatori degli asili nido;
- facchini, addetti allo spostamento merci ed assimilati;
- personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia;
- operatori ecologici e addetti alla separazione e raccolta di rifiuti;
- operai dell’agricoltura, della zootecnia e della pesca;
- pescatori dipendenti o soci di cooperative;
- lavoratori del settore siderurgico;
- marittimi imbarcati a bordo e personale viaggiante dei trasporti marini e in acque interne.
I lavori usuranti invece sono:
- lavoratori notturni;
- addetti alla cosiddetta “linea a catena”;
- autisti di messi pubblici di capienza complessiva non inferiore a nove posti;
- lavori di gallerie, cave o miniere, con mansioni svolte in sotterraneo;
- lavori in cassoni ad aria compressa;
- Attività di palombaro;
- lavori con esposizione ad alte temperature;
- attività di lavorazione del vetro cavo;
- lavori espletati in spazi ristretti e angusti;
- lavori di asportazione dell’amianto.



