Una importante scadenza sta arrivando adesso per quanto riguarda le domande di pensione anticipata con l’Ape sociale nel 2026. Infatti, il 15 luglio scade la seconda finestra per le domande di certificazione del diritto all’Ape sociale. I contribuenti interessati che adesso vedremo, farebbero bene a considerare come fondamentale il rispettare questa scadenza.
Pensioni 2026: scade il 15 luglio la domanda di verifica del diritto all’Ape sociale
Prima di tutto diciamo che l’Ape sociale è una misura di pensionamento anticipato che accompagna di fatto il contribuente al raggiungimento dell’età pensionabile per la sua pensione futura.
Si può percepire a partire dai 63 anni e 5 mesi di età con almeno 30 anni di contributi versati per gli invalidi, per il disoccupato o per il caregiver, oppure con 36 anni di contributi versatile se il contribuente è un addetto ai lavori gravosi.
La misura prevede un passaggio propedeutico che è quello della domanda di certificazione del diritto. Infatti, nel 2026 la pensione anticipata con l’Ape sociale può essere sfruttata solo se prima della domanda di pensione viene presentata la domanda di verifica dei requisiti all’Ape sociale. In pratica bisogna chiedere all’INPS di confermare il diritto ad uscire con questa misura rispettando tutti i requisiti che la stessa misura prevede.
La scadenza da rispettare e le regole da seguire
Per i contribuenti che entro la fine del 2026 completano tutti i requisiti previsti c’è quindi da presentare la domanda di certificazione del diritto. La prima finestra è scaduta il 31 marzo e adesso la seconda scadrà il 15 luglio. Poi ci sarà un’ultima finestra in scadenza il 30 novembre 2026.
Chi entro la fine dell’anno matura i requisiti deve provvedere per tempo a presentare la domanda perché altrimenti rischia di veder posticipare la possibilità di uscire con questa misura e di veder posticipare l’incasso del primo rateo di Ape sociale 2026.
Considerando anche che la misura non è detto che venga confermata per il 2027, meglio fare le cose per tempo e completare quindi l’istruttoria e le due domande entro i termini prestabiliti. La domanda di Ape sociale vera e propria, infatti, si può presentare dopo aver presentato la domanda di certificazione del diritto ma anche contestualmente a questa domanda. Importante in questo caso, che i requisiti siano già stati maturati a partire da quello della cessazione del rapporto di lavoro.
Il diritto alla pensione con l’Ape sociale nel 2026, ecco i requisiti da avere
Possono andare in pensione con l’Ape sociale quanti maturano l’età e i contributi prima citati. Ma soprattutto quanti rispettano anche gli altri requisiti previsti per ogni singola categoria.
Per esempio, i caregivers devono trovarsi entro la fine dell’anno ad assistere un familiare disabile grave. Ma a condizione che tra di loro ci sia una convivenza di almeno 6 mesi andando a ritroso dalla data di presentazione della domanda. Il parente disabile grave deve essere il coniuge o un parente di primo grado.
Oppure in alternativa, l’assistenza può essere per un parente o affine fino al secondo grado. Purché questi parenti e affini non abbiano a loro volta genitori o coniugi capaci di assisterli. Il disoccupato invece deve trovarsi entro la fine dell’anno ad aver terminato di percepire interamente tutta la Naspi spettante.
Per quanto riguarda gli invalidi resta sempre il vincolo di una certificazione di invalidità rilasciata dalle commissioni mediche invalidi civili dell’INPS pari ad almeno il 74%. Infine, gli addetti ai lavori gravosi devono aver svolto questo genere di attività logoranti per almeno sette degli ultimi dieci anni o per almeno sei degli ultimi sette anni.



