Riforma della disabilità: nuovi problemi per le domande di accompagnamento e invalidità civile

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di: Giacomo Mazzarella

Invalidità civile 74%

Doveva andare verso la semplificazione delle procedure, con burocrazia ridotta e visite più congruenti per i richiedenti e invece pare che qualcosa sia andato storto. L’argomento è la riforma della disabilità, con la sperimentazione delle nuove procedure di richiesta di invalidità civile che in lacune Province d’Italia è già partita da tempo e che presto diventerà la prassi in tutto lo stivale. Parliamo della nuova procedura che con il medico curante e il classico certificato telematico introduttivo, doveva velocizzare il tutto. Ora, senza entrare nel tecnico, qualcosa pare non vada per il verso giusto visto che nelle Province dove è stata avviata la sperimentazione le domande di invalidità civile sono calate sensibilmente mentre continua la tendenza di aumento dove la procedura, almeno per il momento, è rimasta la stessa.

Come funziona la sperimentazione

Con le nuove procedure in via di sperimentazione di cui accennavamo in premessa, il medico di base redige e invia in piattaforma il solito certificato medico introduttivo. L’invio del certificato equivale, più o meno, all’invio contestuale della domanda di accertamento dell’invalidità civile. In pratica, rispetto alla procedura tradizionale, dove il medico redigeva e trasmetteva il certificato medico introduttivo con la cui ricevuta gli interessati dovevano andare al Patronato per la presentazione della domanda di invalidità, si salta un passaggio.

La domanda parte in automatico adesso, con i Patronati interessati solo nel caso in cui il richiedente voglia essere assistito per la compilazione e l’invio del modello di comunicazione reddituale (AP70, ndr). Non si può negare che ci sia un miglioramento dal punto di vista della semplificazione procedurale. Ma come detto qualcosa non ha funzionato per il verso giusto.

Ecco i dati della Cgil che contrastano con l’obiettivo della riforma

La riforma della disabilità ha visto i natali con il Decreto legislativo numero 62 del 2024. Tra le cose più importanti inserite proprio il cambio procedurale che è sperimentato in diverse Province. Se a prima vista tutto sembra andare verso un miglioramento, i numeri contrastano.

Sono i dati dell’Osservatorio Previdenziale della Cgil a mettere in luce le problematiche. Pare infatti che statistiche alla mano, rispetto a prima, e cioè a quando nelle Province oggetto di sperimentazione si usava il metodo tradizionale, le domande di invalidità civile sono calate di oltre il 13%. Invece dove la sperimentazione non c’è e si usa la vecchia procedura, come sempre la tendenza è in risalita (1% di domande in più, ndr).  L’Osservatorio Cgil va ancora oltre, sottolineando come, sempre nelle Province oggetto di sperimentazione, anche le pratiche con esito positivo sono calate.

Sono in aumento le pratiche respinte di oltre il 12% rispetto a prima. Solo l’assegno ordinario di invalidità e la pensione di inabilità quelle che maggiormente vedono pratiche non completate con esito positivo. Le domande di accompagnamento o di altre prestazioni scollegate dai contributi invece vedono una tendenza meno negativa. Il segnale, secondo la Cgil che il passaggio eliminato con la nuova procedura porta gli interessati a completare una pratica non corretta e senza le dovute nozioni che professionisti del settore da sempre mettevano a disposizione degli interessati favorendo l’iter di accoglimento.

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