C’è una possibilità di prendere la Naspi anticipata anche nel 2026 ma con regole parzialmente differenti dal passato. La Naspi, cioè la Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego non è altro che il principale ammortizzatore sociale che spetta a chi perde involontariamente il lavoro. In genere si prende mese per mese e per una durata massima di 24 mesi. Ma c’è, come dicevamo, la possibilità di prenderla anticipatamente, tutta insieme o quasi. Ma se le cose non vanno come dovrebbero, c’è il rischio di doverla andare a restituire. Ecco come fare e come evitare errori.
Naspi anticipata in due rate ma attenti alle regole, potresti doverla restituire
Ad esclusione delle dimissioni senza giusta causa o delle risoluzioni consensuali dei rapporti di lavoro senza procedure di conciliazione, tutte le altre forme di interruzione del lavoro danno diritto alla Naspi. L’indennità di disoccupazione spetta quando il lavoratore perde involontariamente il suo lavoro. La durata della Naspi è fino a massimo 24 mesi o, nello specifico, pari alla metà delle settimane lavorate nei 4 anni precedenti escludendo i periodi che hanno già dato diritto ad altre indennità simili.
Per quanto concerne gli importi, si guarda sempre ai 4 anni precedenti. L’importo della Naspi è pari al 75% della media delle retribuzioni degli ultimi 4 anni e fino alla soglia massima annualmente prevista. La prestazione decorre dall’ottavo giorno successivo alla perdita del posto di lavoro se la domanda è presentata nei primi 8 giorni.
Se invece è tardiva, ed entro il termine massimo dei 68 giorni che segna la data di decadenza del diritto senza domanda, la decorrenza parte dalla data di presentazione della domanda. Ma per chi decide di passare dal lavoro subordinato al lavoro autonomo, se decide di aprire la Partita Iva, entro 30 giorni dall’avvio dell’attività la Naspi può essere presa in anticipo.
Ecco come funziona tutto il meccanismo
La Naspi anticipata per apertura Partita Iva è una soluzione molto adottata da chi desidera mettersi in proprio godendo di una liquidità aggiuntiva per sostenere le prime spese della nuova vita lavorativa. Presentando domanda quindi si può richiedere ed ottenere la Naspi in anticipo.
Ma non tutta in una volta come era fino allo scorso anno. Dal 2026 infatti l’erogazione per le domande presentate dal primo gennaio è in due tranche. Il 75% subito, mentre il restante alla fine del periodo di durata della Naspi o entro 6 mesi per le Naspi che durano di più. L’INPS avvia i controlli relativi alla Partita Iva sia alla data di presentazione dell’anticipo che dopo.
Attenzione ai rischi nel caso in cui prima della scadenza teorica della Naspi, i beneficiari trovano nuova occupazione da lavoratori dipendenti. In questi casi, infatti, la seconda tranche della Naspi anticipata non viene riconosciuta. E bisogna restituire la prima parte, quella già percepita. Per evitare guai l’importante è arrivare alla scadenza della Naspi, cioè alla data dell’ultimo rateo che sarebbe stato incassato senza l’anticipo.



