Il caldo opprimente non ha risparmiato certamente i lavoratori dipendenti costretti, per attività lavorativa svolta, a restare esposti ai colpi di calore. Una vera emergenza questa del gran caldo di questi ultime settimane e in alcuni settori i legislatori hanno deciso di intervenire con delle misure di sostegno al reddito straordinarie. Sostegno al reddito perché ci sono delle attività che, proprio perché costringono gli addetti a ore disposizione al gran caldo e al sole, vengono interrotte o ridotte come orario. L’INPS nello specifico, recependo i diktat del governo predisposti nel decreto numero 107 DEL 26 giugno 2026, con una circolare ha spiegato come funziona la cassa integrazione guadagni per quanto concerne il blocco dell’attività o la riduzione dell’orario delle attività, per il caldo.
Cassa integrazione per il grande caldo? Ecco le regole dell’INPS e cosa si ottiene
Sicuramente i lavoratori dell’edilizia oppure i lavoratori agricoli sono quelli più esposti alle problematiche relative al caldo opprimente di questi giorni. Proprio alla luce di questo caldo, ci sono lavoratori che hanno visto ridursi l’attività lavorativa che svolgono. Intere giornate di sospensione delle attività in alcuni casi. Oppure riduzione di orario di lavoro durante le ore più calde della giornata.
Sono queste problematiche collegate alla tutela dell’integrità fisica dei lavoratori, che hanno spinto il governo a varare una speciale cassa integrazione. Un ammortizzatore sociale ordinario ma allo stesso tempo straordinario perché di fatto è una cassa integrazione del tutto particolare che consente di sfruttare dei giorni in più di ammortizzatore sociale rispetto ai limiti prestabiliti.
Nel settore edile infatti è in vigore il limite delle 52 settimane di casa integrazione massima che si possono utilizzare. Se la cassa integrazione sfruttata dall’azienda riguarda il gran caldo, i giorni sfruttati non incidono su questo limite. Lo stesso discorso vale per il settore agricolo dove il limite invece è fissato a 90 giorni e anche in questo caso i giorni di cassa per il gran caldo non incidono nel calcolo del limite massimo. Ecco perché si tratta di una cassa integrazione extra per esigenze straordinarie.
Meno vincoli e ammortizzatore sociale più facile
Per richiedere questo periodo di copertura, le aziende devono presentare domanda entro la fine del mese successivo a quello in cui è scattata la riduzione o la sospensione delle attività lavorative. Nel settore edile esiste il vincolo dei 30 giorni di attività lavorativa per rientrare in un qualsiasi periodo di cassa integrazione guadagni. Per quella relativa all’ondata di caldo opprimente invece tale limite non esiste.
Nel settore agricolo invece di vogliono almeno 181 giornate lavorative maturate per rientrare in un eventuale periodo di cassa integrazione. Anche in questo caso per la versione di ammortizzatore sociale relativo all’ondata di calore, niente vincolo.



