Il problema delle pensioni troppo basse è un problema che riguarda una infinita quantità di contribuenti. Tantissimi sono i pensionati che prendono una pensione di importo insufficiente per vivere dignitosamente. E molti si chiedono se si possa fare qualcosa per prendere una pensione più alta, magari sfruttando un ISEE basso. L’ISEE è l’attestazione che molte famiglie usano per prendere bonus, agevolazioni e prestazioni sociali, assistenziali e sussidi. Anche le pensioni possono essere collegate come importo all’ISEE?
Posso prendere una pensione più alta se ho l’ISEE basso?
Un collegamento diretto tra ISEE e pensioni non esiste, anche se come vedremo, integrare la pensione per via di un ISEE basso può essere fattibile anche se si passa da una misura che con le pensioni non c’entra nulla.
In linea di massima una pensione viene liquidata dall’INPS in base a diversi fattori ma non in base all’ISEE. Nel senso che viene calcolata come importo, sia con le regole contributive che retributive. Da fattori che con l’ISEE non hanno nulla a che fare. Ci sono le ultime retribuzioni, c’è il montante contributivo, ci sono i coefficienti di trasformazione del montante in pensione e ci sono le regole sull’età di uscita. Nulla richiama all’ISEE che come detto serve per l’accesso a prestazioni sociali e agevolate perché determina la reale condizione patrimoniale e reddituale di una famiglia. Pertanto, chi si chiede se grazie all’ISEE la pensione possa aumentare direttamente è fuori pista.
Nemmeno strumenti come maggiorazioni sociali e integrazioni al trattamento minimo guardano all’ISEE. L’integrazione al trattamento minimo, la maggiorazione sociale, la quattordicesima mensilità oppure l’Assegno Sociale, sono prestazioni collegate ai redditi ma non all’ISEE.
Chi prende una pensione bassa può sfruttare l’integrazione al trattamento minimo se ha dei redditi personali o cumulati con il coniuge, entro determinati limiti. La stessa regola per le maggiorazioni sociali o per la quattordicesima. E per l’Assegno Sociale, cioè per la pensione senza contributi, per esempio, il limite è pari proprio all’Assegno Sociale. Spetta infatti a chi ha redditi annuali al di sotto dell’importo annuale dello stesso Assegno Sociale o al di sotto del suo doppio se si tratta di reddito coniugale.
L’Assegno di Inclusione è una valida possibilità
Per un pensionato però l’ISEE può essere importante per un altro aspetto. Non incide direttamente sulla pensione, ma se questa è sotto determinati importi, può dare diritto ad una integrazione. Che però passa da una misura differente, che può essere aggiuntiva rispetto alla pensione. Un autentico sussidio, perché l’ISEE può dare diritto a chi ha una pensione, di ricevere l’Assegno di Inclusione. Con una pensione bassa e un ISEE altrettanto basso c’è l’ADI, ma a condizione che siano i valori patrimoniali e reddituali del nucleo familiare del pensionato a soddisfare tutti gli specifici requisiti previsti per l’Assegno di Inclusione.
L’importo dell’ADI per i pensionati può arrivare a 630 euro al mese ma se c’è anche la casa di abitazione principale del nucleo familiare detenuta con contratto di locazione, l’importo sale a 845 euro al mese. Le cifre prima indicate sono al netto della pensione percepita. Chi prende 500 euro di pensione mensile e vive in affitto avrà diritto ad un Assegno di Inclusione pari a 345 euro al mese. Chi prende 600 euro avrà diritto a 245 euro al mese e così via dicendo.
L’Assegno di Inclusione per i pensionati ha delle regole diverse come soglie ISEE rispetto a chi in pensione non è. Le soglie ISEE da rispettare sono pari a 10.140 euro. Solo al di sotto di questo valore ISEE anche chi prende la pensione può avere diritto al sussidio. Un altro vincolo è quello del reddito che non deve superare 7.560 euro al mese. Per il reddito se la famiglia è composta da altri soggetti, la soglia sale in base a quella che viene definita scala di equivalenza.



