Andare a riposo con anticipo, sfruttando lo scivolo lavoro usurante è ammesso anche per chi svolge un lavoro notturno. L’età di uscita però è cariabile in base al numero di notti di lavoro svolte ogni anno. E soprattutto sul finire della carriera, questo fattore determina il vantaggio offerto dalla misura. Ecco la pensione anticipata per lavoro notturno e quali vantaggi si possono sfruttare per davvero.
Ecco la pensione anticipata per lavoro notturno e quali vantaggi si possono sfruttare
Lo scivolo usuranti è una prestazione che si può sfruttare a partire da una età nettamente avanzata rispetto all’età pensionabile vigente. I requisiti per la pensione con lo scivolo usuranti sono:
- Minimo 61 anni e 7 mesi di età;
- Almeno 35 anni di versamenti;
- Completamento di quota 97,6.
I requisiti prima descritti sono quelli maggiormente vantaggiosi. I lavori usuranti sono quelli previsti dal Dlgs n° 67 del 2011. Ci sono gli addetti alle cave, alle miniere o alle gallerie. E poi ci sono i palombari, i lavoratori degli altiforni, quelli del vetro cavo, quelli addetti alla bonifica dell’amianto e così via dicendo. Ma tra gli altri, lo scivolo riguarda pure gli operai addetti alla cosiddetta linea catena, gli autisti dei mezzi di trasporto pubblico con massa complessiva sopra 9 posti e i nostri lavoratori notturni. Questi ultimi sono coloro che per attività, svolgono un lavoro tra le 24:00 e le 05:00.
Ecco il numero di notti lavorative da completare
Il numero di notti all’anno svolte determina il diritto alla pensione anticipata con lo scivolo usurante del lavoro notturno. Ma determina anche il vantaggio anagrafico e di quota da usare. Con una distinzione fissa tra dipendenti ed autonomi perché tutti i requisiti che adesso vedremo, per gli autonomi devono essere innalzati di un anno sia come età che come quota. Il lavoro notturno deve essere stato svolto per la metà della vita lavorativa così come tutte le altre attività di lavoro usurante. In alternativa è sufficiente averlo svolto per 7 degli ultimi 10 anni. I lavoratori notturni si possono distinguere in tre fasce. Se l’attività lavorativa notturna rientra nei parametri di durata durante la carriera, ecco i requisiti in base al numero di notti svolte:
Con almeno 78 notti di lavoro per anno:
- 61 anni e 7 mesi di età per i dipendenti;
- 62 anni e 7 mesi di età per gli autonomi;
- 35 anni di contributi;
- Quota 97,6 completata (98,6 per gli autonomi).
Con almeno 72 notti di lavoro per anno e fino a 77 notti:
- 62 anni e 7 mesi di età per i dipendenti;
- 63 anni e 7 mesi di età per gli autonomi;
- 35 anni di contributi;
- Quota 98,6 completata (99,6 per gli autonomi).
Con almeno 64 notti di lavoro per anno e fino a 71 notti:
- 63 anni e 7 mesi di età per i dipendenti;
- 64 anni e 7 mesi di età per gli autonomi;
- 35 anni di contributi;
- Quota 99,6 completata (100,6 per gli autonomi).



