Una volta si chiamava pensione di anzianità, ma questo è il passato. Il presente dice pensione anticipata ordinaria, ed è insieme alla pensione di vecchiaia la misura cardine del sistema previdenziale italiano. Una misura che non prevede limitazioni particolari come platee e che non prevede alcun limite anagrafico. Ecco come funziona la pensione anticipata oggi.
Pensione anticipata ordinaria senza limiti di età
Fu la riforma Fornero ad istituire la pensione anticipata ordinaria in sostituzione delle vecchie pensioni di anzianità. Con requisiti differenti ma con la stessa struttura della misura che l’ha preceduta, la pensione anticipata ordinaria è attualmente una delle misure più importanti del sistema. Non esistono limiti di età dicevamo. Infatti, per uscire dal lavoro con questa misura occorre completare solo la prevista carriera contributiva che è pari a:
- Almeno 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini;
- Almeno 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne.
Regole di calcolo delle pensioni anticipate ordinarie
Sulla misura si applica il calcolo misto della prestazione. I periodi di contribuzione prima del 1996 si considerano per il calcolo retributivo, cioè basato sulle ultime annualità di stipendio o di reddito nel caso dei lavoratori autonomi. Per quelli successivi invece si adotta il calcolo contributivo, cioè basato sulla somma dei contributi versati e finiti nel montante contributivo prima rivalutati e poi moltiplicati per i relativi coefficienti di trasformazione.
Se al 31 dicembre 1995 i contributi accumulati sono pari a 18 anni o più, il calcolo retributivo si estende fino al 31 dicembre 2011. La decorrenza della pensione anticipata slitta di 3 mesi rispetto alla data di maturazione del diritto. Per alcuni lavoratori, come quelli che hanno versamenti nella Cassa degli Enti Locali, la decorrenza invece slitta di 5 mesi.
La pensione anticipata contributiva, cos’è e come funziona
Per chi non ha alcun versamento prima del 31 dicembre 1995 c’è anche una alternativa alla pensione anticipata ordinaria. Si chiama sempre pensione anticipata, ma contributiva. E i requisiti per ottenerla sono:
- Almeno 64 anni di età;
- Almeno 20 anni di contributi versati;
- Pensione non inferiore a 3 volte l’Assegno Sociale.
L’ultimo requisito è fondamentale. Infatti, significa arrivare a prendere una pensione pari a circa 1.639 euro al mese visto che nel 2026 l’Assegno Sociale è pari a 546,23 euro al mese circa. Solo se l’interessata è una lavoratrice diventata madre nella sua vita, questo limite è meno opprimente. Infatti, basta arrivare a 2,6 volte l’Assegno Sociale per le madri che hanno avuto più di un figlio e a 2,8 volte per quelle che invece di figli ne hanno avuti solo uno.



