Solo ciò che si conosce si può sfruttare appieno. E questa regola di vita vale per qualsiasi settore anche per quello delle pensioni. Molte regole a molte norme, infatti, non sempre vengono sfruttate dai contribuenti perché non sempre vengono conosciute né tantomeno capite. Oggi, per esempio, analizziamo una possibilità che hanno molti contribuenti di godere di una maggiorazione contributiva per i periodi di lavoro effettuati prima di aver raggiunto la maggiore età. Parliamo di 18 anni di età e quindi dei periodi di lavoro svolto come lavoratori precoci.
Pensioni INPS: come funzionano i contributi precoci
La definizione di lavoro precoce nel sistema previdenziale italiano ha una doppia faccia. Per esempio, per precoci si intendono spesso quei contribuenti che hanno almeno un anno di contributi versati prima di 19 anni di età e che in virtù di tale situazione, possono avere accesso ad una speciale misura. Lo strumento che consente di uscire dal lavoro con 41 anni di contributi versatili senza alcun limite di età è la quota 41 che viene definita per i precoci proprio perché almeno un anno di questi 41 anni di contributi necessari devono essere versati prima di aver raggiunto i 19 anni di età. Ed anche se questi 12 mesi di versamenti sono stati versati discontinuamente. La quota 41 però non è una misura valida per tutti i lavoratori ma solo per chi rientra tra i disoccupati, gli invalidi, i caregiver e gli addetti ai lavori gravosi.
Solo ai contributivi puri è data questa possibilità
La vera definizione che a livello previdenziale si può dare ai precoci è relativa ad un’altra misura che è quella della maggiorazione precoci. Si tratta di un valore aggiunto dato ai contributi versati prima di aver raggiunto la maggiore. I contribuenti possono sfruttare questa maggiorazione per accedere più facilmente dalle pensioni. La maggiorazione per il lavoro precoce si applica ai periodi di lavoro da minorenni che in questo caso valgono 1,5 volte. Chi ha lavorato dai 16 ai 18 anni consecutivamente anziché aggiungere 24 mesi di contributi al proprio estratto conto ne aggiunge 36 di mesi.
Questo vantaggio, per esempio, può consentire a chi ha versato solo 19 anni ma ben due prima dei 18 anni di età, di soddisfare il requisito minimo delle pensioni di vecchiaia. La maggiorazione precoci però non riguarda la generalità dei contribuenti ma solo chi ha versato il primo contributo successivamente al 31 dicembre 1995. La maggiorazione precoci riguarda solo i contributivi puri. Di conseguenza chi ha anche un solo contributi accreditato prima del 1996 non può far valere questo vantaggio.



