Novità importante nella bozza del decreto lavoro. Il Consiglio dei Ministri ha licenziato oggi la bozza del decreto che verrà emanato per il primo maggio prossimo, in coincidenza con la solita Festa del Lavoro. E dentro l’atto, salvo correttivi nel passaggio dalla bozza al testo definitivo, ecco la sorpresa. L’estensione di 3 anni dello scivolo dell’Isopensione alle regole di oggi, cioè quelle con il vantaggio massimo di 7 anni di prepensionamento.
Ancora pensione a 60 anni nel decreto lavoro del primo maggio, ecco la novità
L’Isopensione è una misura di prepensionamento che rientra negli scivoli aziendali e negli incentivi all’esodo. Da anni è in funzione, ma dal 2018 ha un vantaggio in più molto rilevante. Un vantaggio che aumenta di 3 anni l’anticipo offerto ma solo per i prepensionamenti attivati entro la fine del 2026. Poi si torna alla versione originale, ovvero a quella che prevede 4 anni di anticipo e non 7.
L’Isopensione è la misura che le aziende interessate da riduzioni di organico e da rimodulazione delle attività lavorative, produttive e aziendali, possono attivare per mandare a riposo prima i dipendenti più anziani. Cioè quelli che si trovano a 4 anni dalla pensione di vecchiaia ordinaria, cioè a 4 anni dall’età pensionabile.
Oppure a 4 anni dal completamento dei contributi necessari alla pensione anticipata. Ma per il periodo dal 2018 al 2026, l’anticipo offerto era di 7 anni. Quindi ok all’Isopensione con prepensionamento a chi ha almeno 60 anni di età o almeno 35,10 anni di contributi (per le donne 34,10).
Ecco cosa c’è nel decreto Lavoro per l’Isopensione
La prestazione viene pagata dall’INPS come una classica pensione nonostante si tratti di un assegno di esodo. E segue lo stesso calendario. Ma è l’azienda che dopo una intesa con i sindacati più rappresentativi sul numero di dipendenti da prepensionare e sui nominativi, a sobbarcarsi l’onere di versare all’INPS il corrispettivo che lo stesso istituto poi versa ai prepensionati.
Con in più il versamento dei contributi figurativi per tutti gli anni che al lavoratore mancano per raggiungere i 42,10 anni di contributi utili alle pensioni anticipate (per chi naturalmente è ad almeno 7 anni dal centrare questa soglia). Ormai era chiaro che dal primo gennaio 2027 si tornasse ai 4 anni di anticipo. E invece adesso tutto cambia. Se la bozza del decreto verrà confermata, almeno per questa misura, il periodo di validità del meccanismo a 7 anni passerà da quello 2018-1026 a uno 2018-2029.



