Nel nostro sistema pensionistico andare in pensione in anticipo è una facoltà che la normativa prevede per gli invalidi. L’invalidità civile, infatti, è qualcosa che può permettere dei pensionamenti anticipati. Ma naturalmente non basta essere invalido civile perché servono determinati altri requisiti. A partire da uno molto importante che è la giusta percentuale di invalidità. Il grado di disabilità certificato dalle commissioni mediche invalidi civili, infatti, è fondamentale per rientrare in alcune misure che consentono l’uscita anticipata dal lavoro.
Quale grado di invalidità serve per la pensione a 64 o 65 anni?
Uscire dal lavoro e andare in pensione a 64 o 65 anni è qualcosa che alcuni invalidi civili possono fare. Il grado di invalidità minimo per due misure che hanno nei disabili una delle categorie a cui sono destinate, è fissato al 74%. Le due misure si chiamano quota 41 precoci e Ape sociale. In entrambi i casi vi rientrano i contribuenti che hanno ricevuto un verbale della commissione medica con cui gli viene assegnato un grado di invalidità pari o superiore al 74%.
Visto che l’Ape sociale ha una età minima di partenza di 63 anni e 5 mesi di età, ecco spiegato il perché c’è la concreta possibilità di uscire a 64 o 65 anni. Perché c’è anche da completare il requisito contributivo della misura che è pari ad almeno 30 anni di contributi.
Con la quota 41 si esce anche prima dei 64 o 65 anni di età
A dire il vero le possibilità di uscire dal lavoro come invalidi almeno al 74% possono scattare anche prima dei 65 o dei 64 anni di età. E non solo a partire dai 63 anni e 5 mesi come detto per l’Ape sociale. La quota 41 precoci, infatti, è una misura che non prevede limiti anagrafici. Quindi, possono farcela pure gli invalidi più giovani con il 74% di disabilità certificata, a lasciare il lavoro. Ma con la quota 41 precoci la pensione anticipata per un invalido arriva a condizione di aver maturato almeno 41 anni di contributi di cui un anno almeno versato prima dei 19 anni di età.
Due misure di pensione per invalidi diverse
Naturalmente una cosa è uscire con l’Ape sociale ed un’altra cosa è farlo con la quota 41 precoci. Nel primo caso la prestazione è temporanea, nel secondo caso invece è definitiva. Infatti, l’Ape sociale è una misura di accompagnamento alla pensione. Dura, infatti, fino ai 67 anni di età. E non prevede tredicesima, maggiorazioni sociali, integrazioni, assegni familiari. Inoltre, non può essere maggiore di 1.500 euro al mese e non è soggetta a rivalutazione annuale. Rispetto alla quota 41 precoci non è compatibile con attività lavorative sia subordinate che autonome, fatta eccezione per attività di lavoro autonomo occasionale che non superino come reddito aggiuntivo, i 5.000 euro annui.



