Pensione 2026 per i nati nel 1970, ecco quando diventa realtà

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di: Giacomo Mazzarella

Pensioni a 64 anni nel 2027: chi si avvantaggia di più e chi ci rimette tanto

Molti credono che per andare in pensione nel 2026 bisogna arrivare ad una età minima di 67 anni o, nei casi più eclatanti, ad una età tra i 64 ed i 67 anni. Oppure, per andare più giovani, bisogna maturare quasi 43 anni di contributi, salvo rare eccezioni e soluzioni alternative alle misure ordinarie, che magari consentono le uscite con 41 anni di versamenti. E invece oggi noi parliamo di una misura che consentirebbe di andare in pensione già a 56 anni. Si, in pensione ben 11 anni prima dell’età pensionabile vigente.

Una misura che offre la pensione 2026 anche ai nati nel 1970. Assurdo ma vero. Esiste la pensione di vecchiaia anticipata che per le donne può partire già a 56 anni mentre per gli uomini a 61 anni. E poco importa se poi c’è da fare i conti con una finestra di 12 mesi per la decorrenza del primo rateo. Naturalmente ci sono altri requisiti da centrare, alcuni particolari, ma se qualcuno pensa ai contributi versati, va detto che la misura prevede 20 anni come soglia minima.

Pensione 2026 per i nati nel 1970, ecco quando diventa realtà

Si aprono le porte del pensionamento nel 2026 per i nati nel 1970? A dire il vero non è propriamente così, ma in effetti c’è chi, se è nato nel 1970, può dire addio al lavoro già al compimento dei 56 anni. E come detto con almeno 20 anni di versamento. La misura con queste caratteristiche è appannaggio delle lavoratrici.

Perché per gli uomini la stessa misura prevede 5 anni di attesa in più con età di partenza a 61 anni. La pensione è sempre di vecchiaia ma si chiama anticipata con invalidità pensionabile. E gli interessati, sia uomini che donne, devono avere una invalidità specifica per la tipologia di lavoro svolta, non inferiore all’80%.

Invalidità pensionabile, di cosa si tratta?

Come abbiamo già ribadito, si tratta di una misura di pensionamento particolare che ha nella invalidità specifica il fattore predominante.

Non bisogna confondere l’invalidità pensionabile con l’invalidità civile. Per definizione l’invalidità pensionabile non è altro che la riduzione permanente della capacità lavorativa, a causa di infermità o patologie, tanto fisiche che mentali, ma relativamente al lavoro che svolge il diretto interessato.

Una invalidità che dà diritto a prestazioni economiche dall’INPS ma non assistenziali bensì contributive. Le regole per la pensione di vecchiaia anticipata 2026 partono proprio da questo genere di invalidità.

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