Penalizzate lo sono sia dalle regole di pensionamento e dalle varie misure di pensione presenti nel sistema e sia dalle regole scritte e non del mercato del lavoro. Parliamo delle donne naturalmente, che sono uno spaccato della società molto importante. Spesso le donne sacrificano carriera e lavoro per la cura di casa, famiglia e figli. Altrettanto spesso ci sono datori di lavoro che nonostante alcune norme di favore in sede di assunzione, sono restii ad assumere lavoratrici e preferiscono i lavoratori di genere opposto.
Se poi ci mettiamo che molte delle misure di pensionamento presenti nel sistema, hanno dei requisiti molto rigidi per la concessione dei trattamenti, con molti anni di contributi da maturare o con contributi molto alti di importo, per una donna andare in pensione tutto è fuorché facile. Ma sulle pensioni anche per il 2026 esistono dei vantaggi per le lavoratrici. Vantaggi che vanno prima di tutto compresi per poi essere sfruttati.
Pensioni 2026: ecco tutti i vantaggi per le lavoratrici
Negli ultimi anni leggi, norme e interventi legislativi hanno dato maggiore forza e risalto al ruolo della donna dal punto di vista previdenziale. Il riconoscimento dei lavori di cura di casa, famiglia e figli non è ancora come dovrebbe essere, ma alcuni passi avanti sono stati con ogni evidenza fatti anche se per esempio adesso non c’è più una misura come opzione donna che qualche vantaggio in termini di uscita per le lavoratrici lo produceva.
Tornando ai vantaggi, la legge 335 del 1995 concede alle lavoratrici madri il vantaggio sull’età pensionabile di 4 mesi a figlio avuto fino a massimo 16 mesi. Possono goderne per le varie misure contributive le donne che hanno il primo accredito successivo al 31 dicembre 1995.
Quindi, devono rientrare esclusivamente nel sistema contributivo puro per poter anticipare fino a 16 mesi l’uscita dal lavoro rispetto alla pensione di vecchiaia ordinaria a 67 anni, rispetto alla pensione anticipata contributiva a 64 anni e rispetto alla pensione di vecchiaia contributiva a 71 anni.
Il calcolo delle pensioni può favorire le donne
Un altro vantaggio guarda invece alle regole di calcolo del trattamento per le lavoratrici madri e nasce sempre da quella legge prima citata. Il vantaggio però è alternativo a quello precedentemente esposto dell’anticipo sull’età. Chi non sceglie di anticipare la pensione e quindi decide di attendere l’età ordinaria può farsi liquidare la pensione con il coefficiente di un anno migliore fino a due figli avuti e di due anni migliore per più di due figli avuti.
E dal momento che i coefficienti sono dei parametri che sono tanto migliori quanto più alta è l’età di uscita, usare il coefficiente superiore rispetto alla propria età è un vantaggio che aumenta il trattamento incassato. In pratica, la lavoratrice che ha avuto due figli, o sceglie di uscire per esempio a 66 anni e 4 mesi anziché a 67 anni, oppure sceglie di aspettare i 67 anni ricevendo un calcolo della pensione come se l’età fosse pari a 68 anni.
Tra i vantaggi per le donne anche la pensione anticipata contributiva è più facile
Sempre per chi ricade nel contributivo puro e sempre per le lavoratrici diventate madri, c’è anche una maggiore elasticità nella pratica di uscita a partire dai 64 anni di età delle pensioni anticipate contributive. Oltre ai due vantaggi prima descritti che valgono pure per questa misura (anticipo o migliore calcolo, ndr), i figli avuti abbassano l’importo minimo della pensione da centrare per il via libera all’uscita.
Come tutti sanno, la pensione anticipata contributiva ha un vincolo ben preciso che è quello della pensione pari a 3 volte l’assegno sociale per essere liquidata. Ma per le donne la soglia scende a 2,8 volte in presenza di un figlio avuto e a 2,6 volte in presenza di più figli avuti.



