Nuovi chiarimenti dall’INPS su una importante misura che è quella dell’incentivo al posticipo del pensionamento. Una misura che a richiesta può garantire a determinati lavoratori il vantaggio di prendere uno stipendio netto maggiore purché rimandi l’uscita dal posto di lavoro. L’incentivo al posticipo del pensionamento, meglio noto come bonus Giorgetti (o bonus maroni richiamando ad una vecchia misura di un vecchio governo Berlusconi, ndr), si può chiedere. Ma solo se l’interessato raggiunge entro la fine del 2026 il diritto alla pensione anticipata. Una sola misura consente di prendere l’incentivo al posticipo del pensionamento. Ed è proprio la pensione anticipata ordinaria. Ma sempre l’INPS chiarisce pure che l’incentivo vale anche per la pensione anticipata flessibile, ma a condizione che gli interessati abbiano maturato il diritto alla misura in tempo utile, sfruttando la cristallizzazione del diritto.
Pensioni anticipate, da quella ordinaria alla quota 103, come funzionano?
La pensione anticipata ordinaria è la misura che permette le uscite senza alcun limite anagrafico, maturando “semplicemente”, 42 anni e 10 mesi di contributi previdenziali versati. E se l’interessata è donna, i contributi da completare sono pari a 41 anni e 10 mesi. La pensione anticipata flessibile invece è meglio nota con il nome di quota 103. La misura ormai cessata è stata in funzione fino al 31 dicembre 2025. In questo caso i requisiti erano due. Uno anagrafico ed uno contributivo. Infatti, servivano 62 anni di età come soglia minima anagrafica e 41 anni di versamenti come carriera contributiva minima.
Ecco le soluzioni per sfruttare il vantaggio dell’incentivo
Il posticipo al pensionamento grazie all’incentivo permette a chi ha maturato il diritto alla pensione con una delle due misure prima descritte, un bonus sullo stipendio pari alla quota contributiva a carico del lavoratore, che anziché essere trattenuta in busta paga e finire all’INPS, resta come netto in busta. La quota è pari al 9,19% che è anche il surplus di stipendio spettante durante tutti i mesi di ulteriore permanenza in servizio per gli interessati. Per la pensione anticipata ordinaria chi raggiunge i requisiti entro la fine del corrente anno può chiedere all’INPS l’incentivo, rimandando così l’uscita dal lavoro. Invece per la quota 103 il diritto alla pensione e quindi la combinazione 62+41 deve essere completata entro la fine del 2025. Perché come detto la misura ha cristallizzato il diritto e si può sfruttare pure nel 2026, ma a requisiti completi entro la fine dell’anno precedente.



