La pensione di vecchiaia INPS è la principale misura del nostro sistema previdenziale. Si tratta di una misura ordinaria del sistema, da molti considerata insieme alla pensione anticipata, l’autentico pilastro del sistema. Parliamo quindi di una misura che è disponibile per tutti e che tira dentro la solita età pensionabile. Cioè l’età a partire dalla quale, almeno sulla carta, si dovrebbe poter andare in pensione.
Pensione di vecchiaia, ecco i requisiti generali
Età pensionabile dicevamo, ed in effetti la pensione di vecchiaia è la misura che consente le uscite una volta raggiunto il limite anagrafico prestabilito dalle normative vigenti. Oggi questo limite è pari a 67 anni ma ci sono argomentazioni che spingono a credere che nei prossimi anni tutto tenderà a salire. Perché nel nostro sistema previdenziale l’età pensionabile è collegata ai requisiti sulle aspettative di vita della popolazione. Ma restando all’attualità, la pensione di vecchiaia oggi prevede due diversi requisiti e cioè:
- Almeno 67 anni di età;
- Almeno 20 anni di contributi versati.
Attenzione alla data del primo versamento di contributi, anche la pensione di vecchiaia può cambiare
Età e contributi dicevamo. Sono questi i requisiti per la pensione di vecchiaia. Ma riguardano esclusivamente soggetti che hanno iniziato a versare contributi prima del 1996. Perché chi ha cominciato dopo, deve rispettare un requisito aggiuntivo.
Fermo restando l’obiettivo dei 67 anni di età e ferma anche la carriera contributiva dei 20 anni a loro il sistema chiede di arrivare a prendere anche una pensione di importo non inferiore all’assegno sociale. Che nel 2026 significa una pensione non inferiore a 546 euro circa al mese.
Una cosa che può sembrare semplice da fare ma non lo è. Perché le pensioni di chi ha iniziato a versare dopo il 1995 sono calcolate esclusivamente con il sistema contributivo. Ed è un sistema penalizzante visto che calcola il trattamento in base ai contributi versati e non sulle retribuzioni (almeno non direttamente) come invece vengono calcolate le pensioni retributive. Ed anche perché sulle pensioni contributive, non si applicano eventuali maggiorazioni e integrazioni al minimo.
Pensione di vecchiaia a 71 anni soltanto, ecco chi può
Sempre per chi vanta una carriera iniziata solo dopo il 1995, la vera pensione di vecchiaia arriva ad una età più elevata. Naturalmente parliamo di chi per via del vincolo dell’importo minimo della pensione non raggiunge quella soglia citata nel paragrafo precedente.
Per questi soggetti la pensione di vecchiaia ordinaria ma che viene definita anche contributiva, si completa a prescindere dall’importo che esce fuori con:
- Almeno 71 anni di età;
- Almeno 5 anni di versamenti.



