La pensione a 64 anni nel 2026, e bastano 20 anni di contributi

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di: Giacomo Mazzarella

Pensioni 71 anni

Possibile andare in pensione a 64 anni nel 2026. Si può fare nonostante il governo ha deciso di chiudere la pensione anticipata flessibile di quota 103 e opzione donna. La pensione a 64 anni si può prendere ancora, e bastano 20 anni di versamenti. Ma come si fa a rientrare in questa particolare uscita anticipata?

La pensione a 64 anni nel 2026, e bastano 20 anni di contributi

Nel dettaglio la misura che permette di andare a riposo con 64 anni di età e con 20 anni di versamenti contributivi è la pensione anticipata per chi non ha contributi prima del 1996. Si chiama esattamente pensione anticipata contributiva e riguarda quanti vantano una carriera iniziata solo dopo il 31 dicembre 1995. Naturalmente non basta la giusta anzianità di iscrizione. Ed ai soliti due requisiti anagrafici e contributivi, bisogna aggiungere pure un requisito di importo minimo della pensione.

Come funziona nel 2026 la pensione anticipata contributiva?

La pensione anticipata contributiva è valida anche nel 2026. Perché è una misura strutturale, che rientra nel novero delle pensioni anticipate ordinarie, solo che a differenza di queste ultime, hanno un limite anagrafico anche se con un limite contributivo più basso. Nello specifico i requisiti sono:

  • Almeno 20 anni di versamenti ma tutti effettivi da lavoro;
  • Almeno 64 anni di età;
  • Primo accredito di contributi successivo al 31 dicembre 1995 ed a qualsiasi titolo;
  • Importo della pensione non inferiore a 3 volte l’assegno sociale ma con qualche deroga.

L’importo soglia della prestazione, ecco l’ostacolo più arduo da superare

Come abbiamo visto, si tratta di una misura che ha dei precisi vincoli per essere sfruttata. Soprattutto quello dell’importo minimo della pensione è particolarmente ostativo per chi intende avvicinarsi a questa misura. Tre volte l’assegno sociale significa per il 2026, una pensione pari a 1.638,72 euro perché l’assegno sociale 2026 è pari a 546,24 euro. Un limite severo, che i legislatori hanno per il 2025 cercato di contrastare permettendo a chi si trovava di fronte all’ostacolo, di usare anche eventualmente la rendita maturata nei fondi pensione integrativi. Solo che questa possibilità è stata cessata dopo un solo anno di sperimentazione. Oggi bisogna contare solo su ciò che è stato maturato all’INPS.

Le deroghe al requisito dell’importo minimo della prestazione

Come abbiamo detto in precedenza però, esistono delle deroghe al limite della pensione pari a 3 volte l’assegno sociale. E sono deroghe appannaggio di donne che hanno avuto la fortuna di diventare madri. Perché in presenza di un figlio avuto una lavoratrice ha diritto alla pensione a 64 anni di età anche se raggiunge una pensione pari a 2,8 volte l’assegno sociale, cioè anche se arriva a 1.529,47 euro al mese. E se i figli sono più di uno, ecco che la soglia minima scende a 2,6 volte l’assegno sociale, che tradotto in termini pratici, significa una pensione pari a 1.420,22 euro al mese.

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