Pensioni anticipate e di vecchiaia per i nati nel 1962

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di: Giacomo Mazzarella

Pensioni nati 1962

L’Italia in quanto a rapporto deficit-Pil è ancora al 3,1% cioè non è riuscita a mantenersi sotto la soglia della procedura di infrazione. Questi numeri da Bruxelles potrebbero limitare i margini nella manovra finanziaria del governo. Mani meno libere per i tanti provvedimenti allo studio per una legge di Bilancio che tra le altre cose deve pure essere elettorale. Cioè deve essere con provvedimenti che aumentino il gradimento nei confronti dell’esecutivo che è chiamato a farsi rieleggere nel 2027 con le nuove elezioni politiche. E se alla fine verrà confermato l’inasprimento dei requisiti per le pensioni che da tempo è già previsto per il biennio 2027/2028, altri dati recenti, stavolta della Ragioneria Generale dello Stato, portano ad una analisi di più ambio respiro. Andando oltre il 2028. E in questo scenario da “freno a mano tirato”, ecco che le pensioni per i nati nel 1962 rischiano di slittare di molti mesi, a tal punto che per la metà di loro il pensionamento slitterebbe all’anno successivo rispetto a quello che avevano programmato.

Pensioni 2027 e 2028, cosa succede?

Congelare l’aumento dei requisiti per le pensioni che l’aspettativa di vita porta ad aumentare è una ipotesi che da settimane tiene banco. Perché la Lega di Matteo Salvini ha proposto di bloccare l’incremento previsto da gennaio 2027. Nella legge di Bilancio entrata in vigore ad inizio 2026 venne previsto un aumento di un mese dei requisiti di accesso alle pensioni di vecchiaia e alle anticipate, fatta eccezione per alcune categorie di lavoratori addetti ai lavori gravosi e usuranti.

Quindi, nel 2027 anziché a 67 anni esatti, l’età pensionabile salirà a 67 anni e un mese. Nel 2028 invece salirà a 67 anni e 3 mesi. Infatti, l’aumento previsto e collegato all’andamento dell’aspettativa di vita che è cresciuta dopo la pandemia, deve essere di tre mesi.

Ma anziché farlo partire dal primo gennaio 2027, viene spalmato in un biennio. E quindi un mese nel 2027 ed altri due mesi nel 2028. Allo stesso modo saliranno i requisiti per le pensioni anticipate che non hanno vincoli anagrafici. La quota 41 precoci, per esempio, e la pensione anticipata ordinaria. Misure che vedranno il mese aggiuntivo del 2027 e i tre mesi aggiuntivi del 2028, applicarsi all’unico requisito necessario che è quello dei contributi versati.

Pensioni anticipate e di vecchiaia per i nati nel 1962

Se i tre mesi in più che ci saranno nel 2028 colpiranno i nati nel 1961 per la pensione di vecchiaia o tutti coloro che anziché uscire con 41 anni di versamenti nel 2028 dovranno arrivare a 41,3 anni per la quota 41 precoci, per esempio, fanno storcere il naso, per chi è nato nel 1962 andrà ancora peggio. Gli scenari futuri in base ad alcune stime dei ragionieri di Stato sono particolarmente penalizzanti.

I requisiti anagrafici ma non solo, per uscire dal mercato del lavoro continuano ad inasprirsi. E come vedremo andranno ben oltre gli aumenti già stabiliti per il 2027/2028. La Ragioneria Generale dello Stato ha prodotto il canonico “rapporto annuale sulle tendenze di medio-lungo periodo del sistema pensionistico”. Tra aumento dell’aspettativa di vita che continua a crescere e limiti di spesa pubblica per via dei vincoli di bilancio, espongono ad alcune considerazioni ovvie.

Requisiti sempre più alti per i trattamenti previdenziali

Per i nati nel 1962 probabilmente si tratta di fare i conti con ulteriori 3 mesi di aumento. E di conseguenza anche chi guarda alle pensioni anticipate senza vincoli di età deve considerare questo ulteriore passo in avanti. Nel 2029, cioè nell’anno in cui i nati nel 1962 entrano nel perimetro dei 67 anni di età che oggi sono l’età pensionabile vigente, dovranno andare in pensione solo a 67 anni e 6 mesi.

Chi è nato a luglio del 1962 per esempio, in virtù di questo ulteriore incremento, dovrà spostare la data di pensionamento prevista dal 2029 al 2030. Perché solo nel 2030 arriva a compiere la nuova età pensionabile di 67 anni e 6 mesi. E per le pensioni anticipate che oggi per gli uomini si centrano con 42,10 anni di versamenti e che nel 2028 si centreranno a 43 anni e un mese, nel 2029 arriveranno a 43 anni e 4 mesi.

 

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