Un bonus sullo stipendio anziché la pensione. Potrebbe essere ridotta a questo la misura che prende il nome di bonus Giorgetti o ex bonus Maroni. Si tratta del cosiddetto incentivo al posticipo del pensionamento che possono sfruttare entro la fine del 2026 quanti raggiungono il diritto alla pensione, ma solo con l’anticipata ordinaria. In buona sostanza, chi entro la fine dell’anno riesce a completare i requisiti per questa misura ha diritto a godere di questo bonus se vuole richiederlo. Ecco cosa bisogna fare, quando decorre il bonus e come viene calcolato.
Un bonus tra pensioni e stipendio, ecco come recuperare due volte rinviando la quiescenza
La pensione anticipata ordinaria si centra senza alcun limite di età ma a condizione che l’interessato maturi almeno 42 anni e 10 mesi di versamenti se è un uomo, oppure 41 anni e 10 mesi di versamenti se è una donna. Per la decorrenza della pensione bisogna attendere 3 mesi di finestra. E questo dato sarà molto importante per la misura parallela che adesso analizzeremo, ovvero per il bonus Giorgetti. Si tratta dell’incentivo a posticipare il pensionamento che riguarda i lavoratori che pur maturando il diritto alla pensione anticipata ordinaria decidono di restare a lavorare.
Il nuovo bonus Giorgetti per la pensione
Lo scorso anno l’incentivo a posticipare la pensione valeva per quota 103 e per le pensioni anticipate ordinarie. Con la chiusura della quota 103 adesso, l’incentivo si applica solo alla pensione anticipata ordinaria. Il vantaggio per chi opta per la permanenza a lavorare è quello di godere di un bonus sullo stipendio in misura pari alla quota di contributi previdenziali a carico suo. In parole povere, un baratto vero e proprio. Non si va in pensione subito ma si prende uno stipendio più alto. Anche se alla fine si paga dazio in termini di contributi versati visto che l’incentivo lascia in busta paga come stipendio netto maggiore, la parte di contributi a carico del lavoratore. In termini pratici, del 33% di versamento che ogni mese un dipendente mette da parte, il 9,19% è a suo carico mentre la restante parte è a carico del datore di lavoro. Il 9,19% non viene versato all’INPS e non matura pensione, ma resta mese per mese in busta paga come netto in più.
La decorrenza del trattamento e del bonus
Fondamentale è la decorrenza del trattamento. Infatti, chi presenta domanda di posticipo prima della decorrenza della pensione, ha diritto al bonus a partire dal primo mese di pensione teoricamente spettante. Chi invece presenta domanda di posticipo dopo la decorrenza teorica della pensione, avrà diritto al bonus sullo stipendio solo dal mese successivo alla domanda.



