Si riparte come ogni anno di questi tempi con i progetti di riforma delle pensioni in vista dell’ormai imminente campagna di autunno nella legge di Bilancio. Siamo tornati quindi nel pieno delle operazioni che porteranno alla manovra finanziaria del governo che andrà in vigore dal primo gennaio dell’anno venturo. E come al solito argomento centrale diventa il capitolo previdenziale. Le pensioni degli italiani sono un argomento di interesse collettivo che diventa ancora più importante perché nel 2027 si cambia governo. E la manovra finanziaria diventa sempre più importante perché sarà una manovra elettorale. Ci si aspettano novità al riguardo. Perché in effetti mettere mano alla previdenza può essere fondamentale per il gradimento dei partiti di maggioranza alle prossime elezioni politiche. Un partito da sempre molto attento alle questioni previdenziali è la Lega. E tra le iniziative di questi giorni prodotte dal Carroccio ecco emergere le ipotesi di due diverse pensioni anticipate a 62 e 64 anni di età.
A 62 anni in pensione anticipata ma con taglio del 10%?
La quota 41 flessibile è una soluzione caldeggiata da tempo dalla Lega. E in vista della manovra d’autunno ecco che se ne riparla. Cosa significa quota 41 flessibile? Che verrebbe data la facoltà senza limiti di età a chi completa i 41 anni di versamenti, di andare in pensione. Ma subendo un taglio della pensione. Il ricalcolo contributivo sembra però una soluzione lontana dalla realtà. Visto che più anni passano meno pesante è il taglio per chi opta per il calcolo contributivo rispetto al retributivo, ecco che adesso sembra più probabile un calcolo della pensione a taglio lineare.
Cosa significa taglio lineare?
Consentendo al massimo una uscita a partire dai 62 anni di età l’idea è di tagliare la pensione in misura pari al 2% per ogni anno di anticipo rispetto all’età pensionabile vigente. Come dire, se si esce a 66 anni (o 66 anni e un mese visto che nel 2027 sale di un mese l’età pensionabile), si subisce il taglio del 2%. Se si esce a 65 anni si perde il 4%. E se si sfrutta l’anticipi massimo a 62 anni si perde il 10%. In altri termini, ok alle pensioni anticipate ma solo se lo Stato può risparmiare qualcosa tagliando gli assegni. Una via di mezzo tra quota 103 e quota 41 ed ecco quindi la possibilità di un nuovo canale di pensione anticipata a 62 anni con 41 anni di contributi.
Pensioni a 62 e 64 anni nel 2027, ecco le novità della manovra
E se quella sopracitata è una misura destinata a chi ha carriere contributive lunghe e dispendiose, ecco che di apri passo emerge una nuova soluzione, che promuoverà sempre la Lega, e che parla di pensione anticipata a 64 anni. In questo caso sarebbero 20 anni i contributi necessari. E con le medesime regole che oggi valgono per i contributivi puri, ovvero con la necessità di arrivare ad una pensione pari a 3 volte l’importo dell’assegno sociale. In questo caso uniformare le regole della pensione anticipata contributiva anche a chi ha versamenti prima del 1996 prevede l’uso del calcolo esclusivamente contributivo e non del taglio lineare. L’idea, quindi, sarebbe di varare una pensione anticipata con combinazione 64+20 per tutti.



