Una categoria particolare di contribuenti può avere accesso all’Ape sociale per via di problematiche di famiglia molto importanti. Parliamo dei caregivers, termine usato e recuperato dall’inglese che significa persona che presta cura. Parliamo di soggetti che assistono un altro soggetto che ha problemi legati all’invalidità e che deve essere aiutato nelle normali attività della vita quotidiana. Grazie a quello che può essere considerato uno status, ovvero una volta riconosciuti caregivers i contribuenti possono vedere di anticipare l’uscita dal lavoro con la pensione dell’Ape sociale. Lasciando il lavoro e dedicandosi, come nuovi pensionati, al disabile che assistono. Ma rispettando le regole che adesso analizzeremo.
Ape sociale, i requisiti in sintesi
L’Ape sociale è una prestazione ponte che porta il beneficiario al raggiungimento dell’età pensionabile vigente per la pensione di vecchiaia. L’Ape si può prendere a partire dai 63 anni e 5 mesi di età a condizione, per i caregivers, che siano stati accumulati almeno 30 anni di contributi versati. Per la prestazione si deve presentare domanda all’INPS ma solo dopo aver avuto l’ok ad una precedente istanza di verifica del diritto alla misura. Alla data di presentazione della domanda l’interessato deve avere tutti i requisiti prestabiliti completati. Requisiti che vanno ben oltre l’età e i contributi già citati.
Lo status del caregivers, attenti alle particolarità
L’Ape sociale non offre la possibilità di lavorare dopo aver ottenuto l’ok alla misura. Vige il divieto di cumulare redditi da lavoro (ad eccezione del lavoro autonomo occasionale fino a 5.000 euro annui) con i redditi dell’Ape sociale. L’importo della prestazione non può superare 1.500 euro al mese per tutta la sua durata e non viene adeguato annualmente all’inflazione. Non ha tredicesima, maggiorazioni, assegni familiari e non è reversibile. Queste regole valgono pure per i caregivers.
Ape sociale e status di caregivers, cosa significa?
Ma come si matura lo status di caregiver? Perché come detto non basta la giusta età e la giusta carriera contributiva Serve anche essere riconosciuti come caregivers a tutti gli effetti. Per quanto riguarda l’Ape sociale il caregiver è colui che assiste un parente disabile grave ma con cui convive da almeno 6 mesi. In pratica solo se si vive insieme si ha diritto all’Ape sociale come caregiver. Non bisogna risultare all’anagrafe nello stesso nucleo familiare per forza di cose. Ma bisogna risultare conviventi sotto lo stesso tetto con l’unica eccezione ammessa che è l’interno differente in casi condominiali. Ma il numero civico dell’immobile deve essere il medesimo tra invalido e caregiver.
Pensione Ape sociale: come si diventa caregiver per uscire a 63,5 anni
Un altro fattore da considerare poi è la tipologia di familiare disabile che si assiste. Perché il familiare può essere il coniuge o un parente di primo grado. Possono andare bene anche parenti o affini entro il secondo grado. Ma in questo caso ci sono delle condizioni aggiuntive. Serve infatti che l’invalido non abbia coniuge o genitori perché deceduti. O se li ha, questi soggetti devono essere troppo anziani o a loro volta disabili. In pratica, l’invalido non deve avere altri familiari che possano accudirlo.



