Per i precari della scuola il lavoro sta finendo oppure è già finito ed è il tempo di passare agli ammortizzatori sociali. Anche se nel pubblico impiego non esiste l’indennità per disoccupati, esiste di fatto una sorta di deroga per i lavoratori statali con contratti a tempo determinato. E nella scuola c’è il più elevato numero di lavoratori pubblici precari. Che pertanto hanno diritto all’indennità per disoccupati alla scadenza del loro contratto. Adesso si entra nel vivo del principale ammortizzatore sociale per disoccupati involontari almeno per quanto riguarda i lavoratori della scuola. Quello che in genere succede a fine estate ai lavoratori stagionali di alberghi, villaggi e stabilimenti balneari, succede a giugno nella scuola. In coincidenza con la fine dell’anno scolastico, finisce il lavoro di questi precari e sono chiamati ad espletare la procedura di disoccupazione.
Naspi 2026 per i precari della scuola
Sta per finire l’anno scolastico 2025/2026 e molti insegnanti precari, cioè i supplenti che hanno spuntato un contratto fino a giugno, possono chiedere la Naspi. La Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego tocca anche a loro, ma devono seguire la solita procedura di richiesta.
Chi da anni si trova in queste condizioni deve semplicemente replicare la solita procedura. Per chi magari si trova alla prima domanda, meglio che segua attentamente ciò che diciamo per evitare di trovarsi di fronte a errori che possono compromettere, se non tutto, almeno una parte del diritto alla Naspi.
Cos’è la Naspi e chi sono gli esclusi
La Naspi non è altro che l’indennità di disoccupazione che spetta a chi perde il lavoro involontariamente. Solo chi ha perso il lavoro per dimissioni volontarie senza giusta causa o per risoluzione consensuale senza passare da camere di conciliazione e accordi diversi, non ha diritto all’indennità per disoccupati.
La Naspi non spetta ai lavoratori agricoli a tempo determinato che hanno da prendere la DS agricola specifica. Non spetta nemmeno ai collaboratori per i quali si applica la disciplina della Dis-Coll. E non spetta ai lavoratori pubblici con contratto a tempo indeterminato. Sottolineiamo contratti a tempo indeterminato perché per i precari invece la Naspi spetta.
Come si fa domanda di Naspi nel 2026 per gli insegnati precari della scuola?
Il precario della scuola a conclusione del suo contratto di lavoro a termine deve chiedere all’INPS la Naspi. Il requisito dell’anzianità di servizio è di tre mesi. Nel dettaglio infatti la Naspi si può chiedere (e questo vale anche per gli altri settori e non solo per la scuola), se sono presenti almeno 13 contributi settimanali negli ultimi 4 anni. La domanda di Naspi si presenta tramite procedura telematica.
Si può fare da soli con l’area riservata del sito INPS tramite SPID, CIE o CNS. Oppure ci si può rivolgere a Patronati e professionisti. Il termine entro cui presentare l’istanza è di 68 giorni. Entro questo arco temporale l’interessato deve presentare domanda di Naspi sul sito dell’INPS. I 68 giorni anche per la Naspi scuola 2026 è fondamentale perché decorso tale termine si perde il diritto all’indennità.
La decorrenza del trattamento scatta dalla data di presentazione della domanda. Ma chi presenta la domanda entro i primi 8 giorni dalla scadenza del contratto ha diritto alla Naspi a decorrere proprio dall’ottavo giorno. Perché i primi 8 giorni di disoccupazione non sono mai indennizzati ma presentando la domanda in questo lasso di tempo, si sfrutta il periodo massimo. E soprattutto nella scuola questo fattore è fondamentale. Perché in vista del nuovo avvio dell’anno scolastico il primo settembre, è evidente che prima si presenta domanda più disoccupazione si prende.
La velocità nella domanda è fondamentale soprattutto per i precari della scuola per la Naspi 2026
Visto che la Naspi anche nella scuola ed anche nel 2026 funziona al solito modo, coprendo fino a massimo 24 mesi come durata, e nel dettaglio, in misura pari alla metà delle settimane lavorate nel quadriennio precedente, non tutti riescono a sfruttare tutta la Naspi maturata.
Un esempio chiarirà meglio il tutto. Un insegnante precario, che nel corso dell’anno scolastico 2025/2026 ha lavorato praticamente per tutto l’anno, supplenza dopo supplenza, ha maturato tra i 4 ed i 5 mesi di Naspi. La pausa estiva se questo lavoratore torna in servizio a settembre, dura più o meno 3 mesi. Ogni giorno di ritardo nella presentazione della domanda di Naspi accorcia la durata della pausa coperta da indennità.



