Dal primo maggio salario giusto: come cambia lo stipendio badanti

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di: Giacomo Mazzarella

Salario giusto

In Italia sovente si parla di salario minimo a 9 euro all’ora. Si tratta di un qualcosa che torna sovente nel dibattito non solo politico in Italia. Autentico cavallo di battaglia di molte forze politiche, il salario minimo a 9 euro lorde a ora è un qualcosa che secondo i promotori, servirebbe a rendere dignitosi gli stipendi. Una cosa che servirebbe anche al settore domestico, al lavoro di badanti, colf, baby-sitter e via dicendo dal momento che questo settore è notoriamente uno dove i salari non sono certo elevati.

Ma il salario minimo è solo un progetto, una mera illusione al momento, e immaginiamo che adesso che si entrerà nel vivo della campagna elettorale per le politiche l’anno venturo, se ne parlerà con insistenza. Nel frattempo, l’attuale governo ha introdotto il salario giusto con il decreto del primo maggio scorso. Cosa significa salario giusto e cosa cambia per il settore domestico e per gli stipendi di badanti e altri addetti?

Colf e badanti, cosa cambia con il salario giusto?

Prima di tutto vediamo cos’è questo salario giusto appena introdotto dal governo. Una novità discussa e forse discutibile se consideriamo che anche i sindacati si sono divisi sui giudizi dati alla misura, con la CGIL nettamente critica e con UIL e CISL meno rigide al riguardo. Il salario giusto è un qualcosa che anche la nostra Costituzione contempla.

Lo stipendio e quindi la retribuzione di un lavoratore, secondo i dettami della nostra Carta, “deve essere proporzionata alla quantità e alla qualità del suo lavoro, e deve essere comunque sufficiente a garantire un’esistenza libera e dignitosa”. Questo è il principio sancito dall’articolo 36 della Costituzione.

Il salario giusto introdotto dal governo non è altro che una regola che adesso devono seguire i datori di lavoro che nello stabilire la retribuzione di un lavoratore, devono attenersi al trattamento economico complessivo stabilito dalla contrattazione collettiva nazionale e quindi dai CCNL di settore.

Il principio è importante e come cardine ha il riferimento secco al salario minimo previsto dai contratti collettivi firmati dalle organizzazioni sindacali e datoriali. Per la badante o per tutti gli altri lavoratori del settore domestico, il salario deve ancorarsi al CCNL firmato a ottobre 2025 da Fidaldo e Domina in rappresentanza dei datori di lavoro e da Filcams CGIL, Fisascat CISL e UIL Tucs come sindacati dei lavoratori.

Dal primo maggio salario giusto: come cambia lo stipendio badanti

Da maggio 2026 quindi retribuzione minima oraria chiara, che per il livello A (per la colf generica per esempio), non deve essere inferiore a 6,51 euro e che il livello B non può essere sotto 7,01 euro l’ora. Per quanto riguarda la badante, di norma assunta al livello CS per l’assistenza di pensione non autosufficienti, il salario orario non può essere più basso di 8,30 euro l’ora (7,45 euro l’ora se l’assistito è autosufficiente ed il livello di inquadramento è il BS).

In regime di convivenza con i datori di lavoro e gli assistiti, cosa più unica che rara nel mondo del lavoro, ma piuttosto frequente nel settore domestico, la paga diventa mensile e anche in questo caso il riferimento è il CCNL. Il salario giusto per la badante assunta a tempo pieno e in regime di convivenza al livello BS o al livello CS è rispettivamente pari a 1.053,39 euro e 1.193,84 euro al mese.

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