Cartelle esattoriali: rottamazione quinquies bis, ma con il freno a mano tirato

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di: Giacomo Mazzarella

rottamazione cartelle

La rottamazione quinquies il 30 aprile scorso ha terminato la fase di adesione. I contribuenti hanno avuto tempo fino al 30 aprile per le domande di definizione agevolata delle cartelle. Adesso il cronoprogramma prosegue con le risposte dell’Agenzia delle Entrate Riscossione entro il 30 giugno. Ed infine, via ai pagamenti, entro il 31 luglio per la soluzione unica o per il versamento della prima rata. Nel frattempo, praticamente certa l’estensione della rottamazione quinquies ad altri debiti ma non all’intera generalità delle cartelle in affidamento all’Agenzia delle Entrate Riscossione. In Commissione Finanze alla Camera la risposta ad una interrogazione fornita dal Ministero di Economia e Finanze chiude per il momento qualsiasi altra ipotesi di estensione della sanatoria.

Cartelle esattoriali: rottamazione quinquies bis, ma con il freno a mano tirato

Questioni di bilancio ma anche l’impossibilità a distinguere la natura di un debito e il calendario. Sono le motivazioni che il sottosegretario al Ministero dell’Economia, la rappresentante di Forza Italia Sandra Savino, ha usato per dare conferma del fatto che per la rottamazione delle cartelle al momento non sono previste nuove indicazioni e nuovi correttivi. Come dire. Ok all’estensione della rottamazione quinquies ai tributi locali di Comuni, Regioni e simili. Ma non anche agli omessi versamenti di contributi nelle casse previdenziali.

Estensione della sanatoria, richieste, problemi e veti

L’estensione della sanatoria ai debiti contributivi che un contribuente ha maturato verso casse previdenziali diverse dall’INPS salta quindi. Rispetto alla rottamazione quater, la quinquies ha avuto delle limitazioni che sono sembrate subito un autentico freno a mano tirato. Prima è stata varata una sanatoria che ha permesso, per le domande scadute il 30 aprile scorso, di rottamare esclusivamente cartelle nate da debiti di natura erariale (contributi INPS, evasioni di IRPEF, IVA e poco altro) se affidate all’Agente della riscossione entro il 31 dicembre 2023. Limitando di fatto le possibilità rispetto alla sanatoria precedente. E spingendo poi ad estenderla anche ai tributi locali, cosa questa che ormai è in dirittura di arrivo con le modalità che però ancora devono essere confermate. Ma la quater, per esempio, permetteva anche di rottamare cartelle relative a contributi previdenziali omessi verso le casse dei professionisti. Da qui la richiesta di estendere anche a questi debiti la nuova possibilità. Richiesta bocciata in Commissione come dicevamo.

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