Una misura sicuramente non facile da centrare sia perché ha una platea piuttosto circoscritta e sia perché ha dei requisiti abbastanza pesanti da completare fatto sta che la quota 41 per i lavoratori precoci è stata una misura che ormai da anni ha accompagnato diversi contribuenti al pensionamento. Una misura che si è posizionata a fianco delle misure ordinarie. Costituendo una valida alternativa alla pensione anticipata ordinaria. Perché esattamente come la pensione anticipata ordinaria anche la quota 41 precoci non prevede alcun limite anagrafico da completare ma solo determinati requisiti contributivi. Sentendo le tante voci che circolano sul sistema previdenziale italiano e che fanno riferimento al peggioramento dei requisiti dal 2027, in tanti si chiedono se per caso qualcosa cambierà per la quota 41 l’anno venturo e nei prossimi anni oppure se la misura resterà invariata ai nastri di partenza del 2027.
Cosa succede ai precoci e a quota 41 nel 2027
La misura è quella che permette il pensionamento con 41 anni di contributi versati e qualsiasi sia l’età del richiedente. Una misura però che prevede che di questi 41 anni di contributi almeno un anno deve essere stato completato prima di aver compiuto 19 anni di età.
Per esempio, chi ha iniziato a lavorare a 20 anni non può sfruttare la misura. Che invece ha iniziato a lavorare piuttosto presto completando i 12 mesi di contribuzione antecedenti il compimento dei 19 anni di età può avere concrete possibilità di rientrare nella misura. Ma a condizione che l’interessato rientri in una delle quattro categorie previste che sono:
- Caregiver che assistono da almeno sei mesi un loro parente disabile grave con cui convivono;
- Disoccupati che hanno terminato da almeno tre mesi di percepire l’ultima Naspi loro spettante;
- Invalidi con un grado di disabilità certificato non inferiore al 74%;
- Addetti ai lavori gravosi e usuranti che hanno svolto tali attività per sette degli ultimi dieci anni o per sei gli ultimi sette anni.
Aumento dei requisiti ma non per tutti
Sono questi soggetti che hanno diritto a entrare nello scivolo per la quota 41 precoci quest’anno ed anche nei prossimi anni visto che la misura ormai possiamo definirla strutturale. Il problema però è che anche la quota 41 precoci dovrebbe seguire le stesse regole di inasprimento previste per le misure ordinarie. Significa che dovrebbe salire di un mese esatto il requisito contributivo nel 2027 e poi di tre mesi nel 2028. Stando a quando si apprende al momento, dovrebbero servire 41 anni e un mese di contributi per chi centra i requisiti nel 2027 e 41 anni e tre mesi per chi lo fa nel 2028.
Ormai la cosa si dà per scontata visto che il governo nell’ultima legge di bilancio ha confermato tutto questo e che anche l’INPS ha adeguato i simulatori della pensione futura applicando già gli inasprimenti. Servirà però la conferma ufficiale tramite circolare da parte dell’INPS per fine 2026, per avere certezza e regole di questi inasprimenti.
Anche per comprendere bene le deroghe agli aumenti per gli addetti ai lavori gravosi e usuranti. Come per le pensioni ordinarie anche la quota 41 dovrebbe salvaguardare gli addetti ai lavori gravosi e usuranti da questi inasprimenti. Significa che non dovrebbe salire per loro il requisito dei 41 anni che resterebbe invariato come oggi.



