Una misura introdotta dalla riforma della riscossione è attiva solo che pare che nessuno se ne ricordi. Sulle cartelle esattoriali le notizie virali riguardano la rottamazione quinquies che da pochi giorni ha terminato la prima fase, cioè quella delle istanze di adesione. Riguardano la sanatoria dei tributi locali in mano ai Comuni. Ed infine, riguardano i piani di rateizzazione ordinari, quelli a 84 rate che possono diventare 120 rate in determinate circostanze. Ma il discarico automatico delle cartelle non ha avuto una cassa di risonanza elevata. Eppure, è una novità molto importante. Si tratta di una cancellazione automatica delle cartelle esattoriali da parte dell’Agenzia delle Entrate Riscossione.
Discarico automatico cartelle esattoriali: come funziona la cancellazione
La cancellazione automatica delle cartelle è qualcosa che riguarda però solo l’estratto di ruolo dei contribuenti. In pratica, discarico automatico ma solo presso l’Agenzia delle Entrate Riscossione. Il debito continua ad essere dovuto per intenderci. Se entro il 31 dicembre dell’anno successivo all’affidamento del debito all’Agenzia delle Entrate Riscossione, quest’ultima non è riuscita ad incassare, il debito lascia il concessionario e torna nelle mani dell’Ente da cui partiva. Per esempio, torna al Comune di origine se si tratta di IMU, TASI o TARI.
Torna invece alla Regione quello del bollo auto, oppure all’INPS quello sui contributi omessi. Sarà l’Ente a decidere se bonificare il suo credito, reputando quel determinato contribuente come non più attaccabile. Oppure riproponendo all’incasso il suo credito, magari autonomamente, tramite un altro concessionario o addirittura riportando il credito all’Agenzia delle Entrate Riscossione.
Ecco le cartelle che vengono escluse e che non tornano all’Ente
Ricapitolando, dopo 5 anni una cartella può essere eliminata dal proprio estratto di ruolo. Ritornando nelle mani dell’Ente che tempo prima aveva dato all’Agenzia delle Entrate Riscossione l’onere di incassare. Naturalmente non tutte le cartelle senza incasso oltre i 5 anni spariscono, perché ci sono delle eccezioni.
Prima di tutto, se il soggetto è ritenuto attaccabile, perché ha quella che in gergo si chiama solvibilità (buste paga, pensioni, case, immobili e così via dicendo), ha meno possibilità di vedersi alleggerire il carico presente nell’estratto di ruolo. E poi alcuni debiti non sono compresi nel discarico quinquennale. Per esempio, i debiti che sono sotto sospensione della riscossione o quelli che sono sotto procedure esecutive come i pignoramenti presso terzi. Oppure le cartelle su cui sono stati avviati piani di recupero a rate ma non ancora saldate.



