Badanti in pensione a 63 anni o anche prima, come fare?

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di: Giacomo Mazzarella

pensione età e contributi

Alla fine, è vero che il lavoro della badante è un lavoro che per le normative italiane è considerato gravoso. Un lavoro logorante che a livello previdenziale permette a chi lo svolge di andare a riposo in anticipo. Possono andare quindi in pensione prima le lavoratrici che svolgono questo genere di attività perché sono alle prese con tutte le difficoltà evidenti che ci sono nel momento in cui bisogna assistere un anziano, un invalido e di conseguenza, un non autosufficiente. Andare in pensione prima per queste lavoratrici, quindi, è possibile ma che condizioni?

Badanti in pensione a 63 anni o anche prima, come fare?

Sulla carta è davvero vantaggioso il sistema previdenziale nei confronti di queste lavoratrici dal momento che a determinate condizioni possono uscire senza alcun limite di età oppure a partire da 63 anni e 5 mesi di età. Ma come vedremo si tratta di due possibilità e quindi, due misure davvero complicate da centrale.

La misura che permette di andare in pensione a 63 anni e 5 mesi di età come detto in precedenza è l’Ape sociale. Il lavoro della badante rientra nel lavoro gravoso e cioè in una delle 15 attività previste dalla normativa vigente proprio per l’Anticipo pensionistico sociale.

Chi ha svolto questo tipo di lavoro per sette degli ultimi dieci anni o per sei degli ultimi sette anni può andare in pensione al compimento dei 63 anni e 5 mesi di età. Purtroppo però c’è una condizione contributiva abbastanza severa da centrale che è quella dei 36 anni di contributi. Una badante quindi per andare in pensione come lavoro gravoso con l’Ape sociale deve aver maturato almeno 36 anni di contributi versati. La stessa badante però nel momento in cui perde il lavoro e quindi vai in disoccupazione, al termine dell’indennità di disoccupazione può andare in pensione con l’Ape sociale ma, in questo caso, con 30 anni di contributi versati e sempre a 63 anni e 5 mesi di età.

Per la badante, ecco la quota 41 precoci

Ancora più vantaggioso ma allo stesso tempo ancora più complicato è andare in pensione con la quota 41 precoci. Questa è l’altra misura che consente a chi svolge un lavoro gravoso tra le 15 attività previste e di conseguenza anche alle badanti, di anticipare l’uscita.

Stavolta senza alcun limite anagrafico. Perché con la quota 41 precoci si può andare a riposo a qualsiasi età. In questo caso però c’è un requisito contributivo più pesante da completare che è quello dei 41 anni di contributi. Come si capisce dal suo nome, la quota 41 prevede che anche una badante per uscire a qualsiasi età dal mondo del lavoro deve aver completato 41 anni di contributi versati.

A volte non basta nemmeno aver completato 41 anni perché per essere considerati dei precoci bisogna aver versato almeno un anno di contributi prima dei 19 anni di età.

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