Pensioni 2027: aumenti dall’inflazione ma anche taglio strutturale per l’aspettativa di vita

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di: Giacomo Mazzarella

Pensioni 2027

Le pensioni nel 2027 cambiano alcuni requisiti di accesso e si allontanano sempre di più dai contribuenti. Ma nel 2027 anche sugli importi delle pensioni le novità non mancheranno. Sono previsti degli aumenti per i trattamenti previdenziali nel 2027. Ma allo stesso tempo sono previste delle variazioni peggiorative sulle regole di calcolo dei trattamenti. Come sempre una buona notizia ed una cattiva che vanno meglio approfondite.

L’aumento dei trattamenti nel 2027, ecco come cresceranno le pensioni

Nessuna novità almeno fino ad oggi e nessun intervento strutturale sugli importi delle pensioni in Italia. Perché gli aumenti previsti nel 2027 non dipendono da nuove leggi, nuove norme e nuovi bonus. L’aumento delle pensioni nel 2027 dipende come sempre dal meccanismo della perequazione.

Per tutelare il potere di acquisto delle pensioni, come sempre eroso dall’inflazione, ogni anno le pensioni vengono aumentate. L’aumento è basato sul tasso di inflazione Istat. L’Istituto nazionale di Statistica presenta il tasso di inflazione provvisorio come dato ufficiale. Si tratta dell’inflazione calcolata sui primi sei mesi dell’anno precedente e quindi da gennaio a settembre 2026 per gli aumenti 2027. Rispetto al 2025, l’inflazione è in risalita.

Stando alle ultime, il tasso sarà del 2,8% e così saliranno le pensioni nel 2027. Il meccanismo è quello noto. Per le pensioni fino a 4 volte il trattamento minimo dell’INPS ci sarà la rivalutazione piena al 100% e quindi un aumento del 2,8%. Per la parte di pensione più alta e fino a 5 volte il trattamento minimo la rivalutazione sarà al 90% del 2,8% e per la parte di pensione ancora più alta sarà al 75%. Sostanzialmente saliranno le pensioni per chi è già pensionato che riuscirà a prendere trattamenti maggiori rispetto ad oggi.

Il calcolo e i cambiamenti per via dell’aspettativa di vita

Se da un lato per i vecchi pensionati si parla di un aumento dei trattamenti, diverso il caso dei nuovi pensionati che rispetto a chi ci è andato oggi, prenderà un trattamento inferiore. Questione di regole di calcolo che nel 2027 cambiano. L’aspettativa di vita non incide solo sui requisiti per le pensioni ma anche sulle regole di calcolo. Crescendo la stima di vita della popolazione si abbassano i coefficienti di trasformazione. Ogni due anni in Italia si verifica questo fenomeno.

nel 2025 e per il biennio fino a tutto il 2026, i coefficienti sono stati ridotti rispetto al biennio 2023-2024. Le pensioni erogate sono calate di importo nel biennio in corso. Anche nel biennio prossimo i coefficienti caleranno. Perché la stima di vita cresce. I coefficienti sono importanti. Perché sono i moltiplicatori con cui vengono passati i montanti contributivi prima rivalutati di un contribuente che deve andare in pensione.

I nuovi coefficienti determineranno quindi una pensione più bassa a parità di condizioni tra chi è uscito nel biennio 2025-2026 e chi lo farà nel biennio 2027-2028. Un problema serio sia per chi ha una pensione calcolata interamente con il sistema contributivo che per chi ha una parte di pensione calcolata con il sistema contributivo.

 

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