Pensione nel 2027, come funziona la quota 97,6 per le uscite a 61 anni e 7 mesi

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di: Giacomo Mazzarella

pensione 2027

Nuovo messaggio INPS sul riconoscimento del lavoro usurante. Si tratta del messaggio numero 1188 del 2 aprile 2026, pubblicato come sempre sul portale istituzionale della nostra previdenza sociale. Il messaggio spiega la procedura da attivare per chi raggiunge il diritto alla pensione con lo scivolo lavoro usuranti nel 2027. Ed è una procedura da seguire alla lettera. Perché il rischio è di perdere mesi di pensione e di finire fuori dalle risorse disponibili come vedremo in seguito.

Pensione nel 2027, come funziona la quota 97,6 per le uscite a 61 anni e 7 mesi

L’argomento del nuovo messaggio INPS è la pensione di quota 97,6. Si tratta del meglio noto scivolo usuranti. Possono accedervi le solite categorie previste dal Dlgs 67 del 2011. Le attività di lavoro che possono dare diritto all’uscita sono sempre quelle inserite in quel decreto e le attività devono essere state svolte per 7 degli ultimi 10 anni di carriera o per la metà della vita lavorativa.

Ecco perché serve il riconoscimento preventivo del diritto alla pensione. Deve essere l’INPS a certificare che l’interessato ha maturato il diritto al trattamento, perché il lavoro svolto è effettivamente usurante e perché detta attività è stata svolta per un arco temporale come previsto dalla legge. Pertanto, quanti completano la quota 97,6 tra il primo gennaio 2027 ed il 31 dicembre 2027, dovevano produrre istanza all’INPS entro il primo maggio 2026. Data scaduta e come vedremo, prima penalizzazione già maturata.

Che domanda è quella entro il primo maggio 2026?

Come detto in precedenza, la data del primo maggio, coincidente con la Festa dei Lavoratori, è la data entro cui gli interessati devono presentare la domanda di certificazione del diritto e di riconoscimento dei lavori faticosi e usuranti. La vera domanda di pensione si deve presentare poi nel 2027, in concomitanza con il completamento dei requisiti e con le relative dimissioni volontarie per pensionamento. Infatti, bisogna aver cessato il rapporto di lavoro per godere del privilegio di andare in pensione con largo anticipo.

Per completare la quota 97,6 sono da utilizzare anche le frazioni di anno sia per i contributi che per l’età anagrafica. Le soglie minime da superare però sono 61 anni e 7 mesi come età e 35 anni come contributi. La somma di questi due minimi come logica vuole, porta a 96,7. Ecco perché servono mesi in più di età anagrafica e di contributi versati rispetto alle due soglie minime.

Cosa accade a chi non presenta domanda di riconoscimento entro i termini?

La domanda per il riconoscimento dei benefici del lavoro faticoso e usurante va presentata entro il primo maggio di ogni anno per non perdere mesi di pensione. Ma anche se presentata in ritardo non è detto che la pensione non venga comunque concessa. Infatti se la domanda di certificazione è presentata dopo il primo maggio ed entro il primo giugno 2026, la decorrenza del trattamento nel 2027 viene semplicemente posticipata di un mese. Se il ritardo supera il mese e la domanda è presentata entro il primo luglio 2026, la decorrenza slitta di due mesi.

Infine per domande ancora più tardive, la decorrenza slitta di tre mesi. va detto però che per le domande tardive c’è da fare i conti con un altro ipotetico problema. La pensione con lo scivolo usuranti è fino ad esaurimento risorse. Ogni anno vengono stanziati dei fondi per la misura. E solo le domande presentate entro il primo maggio 2026 hanno la certezza di essere liquidate. Per quelle tardive, bisogna poi verificare la permanenza dei fondi a disposizione, altrimenti c’è il concreto rischio di uno slittamento ancora maggiore. C’è ancora tempo quindi per evitare di perdere altri mesi di trattamento oltre a quello già perso.

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