Pensione di vecchiaia contributiva ma non a 67 anni, ecco come funziona

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di: Giacomo Mazzarella

pensione lavoro notturno

La pensione anticipata contributiva è una misura parallela alla pensione anticipata ordinaria, ma è destinata solo a chi non ha versamenti prima del 1996. E a differenza della classica pensione anticipata, che, come la sua predecessore pensione di anzianità, non prevede alcun limite anagrafico, quella contributiva fissa a 64 anni di età quella minima per uscire dal lavoro. Ma per chi ha iniziato a lavorare e versare dopo il 1995, le differenze non finiscono alla pensione anticipata contributiva. Perché per loro c’è una speciale misura di vecchiaia. Si chiama infatti la pensione di vecchiaia contributiva la misura destinata esclusivamente a chi ha la sua iscrizione alla previdenza obbligatoria in data successiva al 31 dicembre 1995. E qui che arrivano la sorprese.

Pensione di vecchiaia contributiva, di cosa si tratta

La pensione anticipata contributiva a 64 anni. Ma per la vecchiaia quanto devono aspettare i contributivi puri? In gergo vengono definiti contributivi puri coloro i quali hanno il loro primo contributi versato successivo al 31 dicembre 1995.

Per loro la pensione di vecchiaia può arrivare anche a 67 anni di età come per tutti gli altri. Almeno fino al 2026, perché dal 2027 e poi nel 2028, si salirà gradualmente a 67 anni ed un mese ed a 67 anni e 3 mesi.

La pensione di vecchiaia anche per i contributivi puri si centra con 67 anni di età e con almeno 20 anni di versamenti. Ma la pensione è concessa a condizione che il suo importo non sia inferiore all’importo dell’assegno sociale. Che per l’anno 2026 è pari a 546 euro circa al mese.

Dal momento che le pensioni dei contributivi non prevedono maggiorazioni sociali e integrazioni al minimo, il fattore dell’importo minimo della prestazione e quindi il raggiungere una pensione di un certo tipo, non va dato per scontato. Per loro però c’è una via alternativa. Che poi è quella che si chiama effettivamente pensione di vecchiaia contributiva.

Il limite di importo della pensione e cosa rischia chi non riesce a rientrare

Arrivare a 67 anni di età, con 20 anni di versamenti, ma la domanda di pensione si arena sull’importo. Una situazione di questo tipo non è rara. Si tratta del vincolo maggiore a cui sono assoggettati i contributivi puri di fronte ai canali di pensionamento ordinari.

Basti pensare che per la pensione anticipata contributiva citata in premessa che parte dai 64 anni di età, l’importo minimo della prestazione è addirittura non inferiore a 3 volte l’assegno sociale (2,6 e 2.8 volte per le lavoratrici che hanno avuto dei figli ed in base al numero dei figli).

Tutto cambia, la pensione di vecchiaia senza limiti di importo, ma solo a 71 anni di età

Per loro l’importo minimo della pensione da centrare decade a 71 anni di età. Infatti, a 71 anni i contributivi puri potranno centrare la pensione di vecchiaia contributiva. Senza limiti di importo, e addirittura, con una carriera contributiva minima a partire dai 5 anni di versamento.

Allo svantaggio di poter andare in pensione solo a 71 anni per chi, a 67 anni o prima non raggiunge gli importi di pensione previsti dalla normativa vigente, si affianca l’evidente vantaggio di una pensione che si può prendere anche con solo 5 anni di contributi. Perché per chi ha cominciato a versare prima del 1996, questa possibilità è preclusa. Senza i 20 anni minimi di versamenti, salvo rari casi di deroghe, non si può andare in pensione se c’è anche un solo anno di contributi prima del 1996.

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