Il 60% della pensione del marito va alla moglie superstite (ma può essere pure il contrario) quando il pensionato muore. La misura si chiama pensione di reversibilità. Se col coniuge superstite c’è anche un figlio del defunto che può ereditare la pensione (figli minori, studenti, invalidi purché a carico del defunto quando questi era in vita), la reversibilità sale all’80% e passa al 100% con più figli. Ma a volte le cifre sono più basse. Perché la pensione di reversibilità è collegata ai redditi. Se il coniuge superstite ha redditi sopra una determinata soglia, la pensione di reversibilità può essere tagliata. Ma in che misura?
Pensione di reversibilità: tagli in base ai redditi, ecco le fasce 2026
I tagli alla pensione di reversibilità nel caso di coniuge superstite arrivano per limiti di reddito. E nel 2026 questi limiti sono stati ritoccati. È la natura della pensione di reversibilità a prevedere tutto questo. Perché si tratta di un sostegno reddituale ai vedovi. E se sono troppo alti i redditi del superstite evidente che il sostegno non è così necessario o per lo meno, può non essere dovuto in misura piena. Il collegamento della pensione di reversibilità con u redditi del superstite, quindi, è previsto dalla normativa.
E alla pari di tutte le altre pensioni e prestazioni erogate dall’INPS anche la pensione di reversibilità ha subito dei cambiamenti in questo 2026. Parliamo delle già citate soglie reddituali al superamento delle quali scattano i tagli alla pensione.
I limiti di reddito 2026 e come funzionano i tagli
Il reddito che deve essere sotto la soglia per consentire al superstite di prendere una pensione di reversibilità senza tagli è il reddito personale del beneficiario. Il valore da cui partono i calcoli è il trattamento minimo INPS che nel 2026 è pari a 611,85 euro al mese, che per tredici mensilità è pari a 7.954,05 euro annui.
Perché abbiamo citato il trattamento minimo INPS? Perché il superstite beneficiario della pensione di reversibilità è salvo dai tagli solo in presenza di un reddito proprio che non deve superare 3 volte il trattamento minimo e cioè 23.862,15 euro annui. Se il reddito personale del beneficiario è sopra quella soglia ma è inferiore a 31.816,20 euro la pensione di reversibilità spettante è tagliata del 25%. Per redditi personali ancora maggiori e fino a 39.769,25 euro il taglio è del 40% e per redditi ancora superiori il taglio è della metà esatta della pensione di reversibilità intera spettante.



