Ci sono delle misure pensionistiche ancora in vigore ed altre che non lo sono più che hanno consentito a diversi lavoratori di uscire prima dal mondo del lavoro ma sottostando ad un obbligo ben preciso. Parliamo del divieto di cumulo della pensione con i redditi da lavoro. Ma appena ci si dimentica dell’obbligo, ecco arrivare i guai seri. Prima di tutto lo stop alla pensione, che viene sospesa con il diritto che decade. Ma poi anche con l’obbligo di restituire la pensione dei mesi precedenti.
Un disastro assoluto di cui ogni tanto si sente parlare con notizie che riguardano pensionati che cadono in questo errore. Ed anche per poche decine di euro, l’INPS considera l’inadempienza in maniera rigida. Su questo argomento non mancano polemiche e nemmeno sentenze di qualche tribunale che ha considerato la punizione sproporzionata per qualche pensionato, rispetto a ciò che era riuscito a recuperare di reddito con quel lavoro da cui nasce il problema.
Pensione da restituire all’INPS, basta poco per finire dentro un addebito
L’Ape sociale prevede il divieto di lavorare mentre si prende la pensione. La misura di accompagnamento alla pensione a 67 anni impedisce a chi sfrutta la misura, di svolgere un qualsiasi lavoro subordinato. Ma non sono solo le attività di lavoro dipendente a non essere ammesse.
Infatti, nemmeno le attività di lavoro autonomo si possono svolgere. Unica eccezione è il lavoro autonomo a carattere occasionale. Purché non si ecceda il limite di 5.000 euro di reddito aggiunto da tale attività in un anno solare. Lo stesso divieto si applica alle vecchie misure per quotisti. Sia per quota 100 che per quota 102 e poi quota 103.
La sproporzione tra beneficio ottenuto e sanzione è discutibile
Diverse volte si sentono di pensionati che una volta usciti con l’Ape sociale (o con le vecchie misure a quota), vengono trovati a svolgere attività lavorative da cui si scatena dopo una pesante sanzione da parte dell’INPS. Ultimamente è emerso il caso di un bracciante agricolo a cui l’INPS chiede 29.000 euro indietro a fronte di qualche giornata di lavoro svolto nei campi.
Ma in passato ci fu anche chi semplicemente facendo la comparsa in un film, retribuita da 70 euro, si trovò nella medesima situazione. La regola è ferrea e va rispettata. Il divieto di cumulare pensioni e redditi è una cosa che bisogna sapere ed evitare di disattenderla.
Fa discutere, a tal punto da essere finita davanti ai giudizi di alcuni tribunali, la sproporzione tra sanzione e beneficio. Infatti, oltre che perdere la pensione dei mesi successivi a quelli in cui si torna a lavorare, la regola vuole che il pensionato debba restituire tutte le pensioni prese nei mesi precedenti nello stesso anno in cui l’inadempimento è stata commesso. Ed anche per poche decine di euro recuperate si finisce con un vero salasso.



