Per andare in pensione con l’Ape sociale, anche se la misura non è propriamente una pensione, bisogna passare da una procedura molto particolare. Una procedura che, proprio per la sua particolarità, dilata i tempi di risposta dell’INPS e di accoglimento delle istanze. Come vedremo, non basta presentare la domanda di pensione come invece accade con la pensione di vecchiaia. Le domande necessarie sono due. E oltretutto, serve anche il via libera di una speciale commissioni interna dell’INPS che non si riunisce certo per completare l’istruttoria di una sola pratica di Anticipo pensionistico sociale.
Pensione con l’Ape sociale: serve l’ok della Conferenza dei Servizi INPS
Quando devi andare in pensione, in genere devi presentare domanda all’INPS. Se la misura prescelta è la pensione di vecchiaia, grandi problemi non ce ne sono. Quando manca anche un solo mese al compimento dei 67 anni di età, se i 20 anni di contribuzione minima sono stati già maturati, basta presentare domanda e attendere l’esito da parte dell’INPS. Un esito che è abbastanza veloce in genere, fermo restando che ci possono essere ritardi per mille diverse motivazioni. Ma se la misura di pensionamento prescelta è l’Ape sociale, le cose si complicano.
Due domande al posto di una, meglio se presentate insieme
Prima di tutto, infatti, non basta la semplice domanda di pensione come per la vecchiaia. Serve infatti la domanda di verifica del diritto all’Ape sociale. In termini pratici, è la domanda di certificazione del diritto all’Ape sociale. La richiesta da parte di un contribuente, che sia l’INPS a certificare il diritto a lasciare il lavoro con l’Anticipo pensionistico.
Poi si presenta la domanda di pensionamento vero e proprio. Domanda quest’ultima che si può presentare anche contestualmente alla domanda di certificazione del diritto. Anzi, noi consigliamo di fare così per evitare di allungare ancora di più le tempistiche che, come vedremo adesso, non sono corte.
Pensione, Ape sociale, Conferenza dei Servizi INPS, Direzione Centrale, ecco cosa succede
L’INPS può accogliere la richiesta di verifica del diritto all’Ape sociale dando esito positivo. In questo caso, il diritto alla prestazione è confermato dall’INPS. Ma può succedere che anche se presentata contestualmente alla domanda di verifica, la domanda di pensione vera e propria non venga accolta subito. Il motivo sta nel successivo passaggio burocratico dell’Ape sociale. Le dotazioni per l’Anticipo pensionistico sociale, e parliamo di dotazioni economiche stanziate annualmente, non sono illimitate.
Il governo mette a bilancio una spesa annuale per le liquidazioni delle prestazioni di Anticipo Pensionistico Sociale. Per questo le domande di certificazione vengono organizzate con tre diverse finestre temporali all’anno. In genere ogni marzo, luglio e novembre. Tre diversi periodi entro cui presentare domanda di certificazione. In modo tale da differenziare i richiedenti, tenere migliore contezza delle risorse disponibili, e stilare le relative graduatorie dei beneficiari.
Diritto maturato, domande ok, ma niente pensione, ecco quando accade
In effetti, può succedere che diritto maturato, requisiti completati e domande fatte per tempo, ma niente pensione nell’immediato. Soprattutto per l’Ape sociale e per tutte le altre misure che prevedono risorse limitate ogni anno. Per il completamento dell’istruttoria di una domanda di Ape sociale, serve che si riunisca la Conferenze dei Servizi INPS.
Un organo apposito che deve verificare le coperture finanziarie e poi stilare la graduatoria dei beneficiari dell’Ape sociale, in base all’ordine di invio delle domande. Proprio perché non è detto che le risorse consentano ogni anno di liquidare tutte le richieste di Ape sociale di tutti quelli che hanno maturato il diritto. Solo dopo l’ok della Conferenza, la Direzione Centrale dell’INPS può finalmente liquidare le prestazioni agli aventi diritto.



