Dall’INPS una pensione da 1.500 euro al mese per quasi 5 anni e poi il ricalcolo

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di: Giacomo Mazzarella

pensione Ape sociale

Esistono misure di pensionamento anticipato che non fanno prendere ad un contribuente più di una determinata cifra. Limiti di importo massimo fruibili che non si possono cambiare a prescindere dalla pensione maturata da un contribuente ad una determinata data. Una pensione di questo tipo è l’Ape sociale che fissa a massimo 1.500 euro l’importo della pensione fruibile. Cosa significa? Che chi esce con l’Ape sociale non può prendere più si questa cifra. E vale per tutti gli anni di anticipo. Un limite che però si toglie al compimento dell’età pensionabile.

Pensione Ape sociale e dall’INPS massimo 1.500 euro al mese

Un lavoratore con 38 anni di contributi, con stipendio rilevante arrivato a 63 anni e 5 mesi di età può andare a riposo con l’Ape sociale. Il calcolo della pensione pur se importante, con l’Ape sociale ha delle limitazioni. Se per esempio, alla luce dei suoi versamenti, questo contribuente ha diritto a 2.500 euro al mese di pensione, con l’Ape sociale non può prendere più di 1.500 euro.

E tralasciando il fatto che la misura non prevede maggiorazioni e integrazioni e che non prevede assegni familiari, la cifra non varia per tutti gli anni di anticipo e non è su 13 mensilità bensì su 12 perché non ha nemmeno la tredicesima.

Perché l’Ape sociale non cambia importo durante tutti gli anni di anticipo?

Alla luce di quanto detto prima è evidente che si parla di una misura particolare che non può nemmeno essere considerata a tutti gli effetti previdenziale. Infatti, pure se prevede un determinato numero di anni di contributi, pari a 30 anni per i caregivers, gli invalidi e i disoccupati e pari a 36 anni per gli addetti ai lavori gravosi, la misura è un reddito ponte che accompagna il contribuente alla sua pensione di vecchiaia.

Come detto, anche se un contribuente alla luce della sua situazione contributiva avrebbe diritto a cifre maggiori, non si prende più di 1.500 euro al mese. Cifra che non si adegua al tasso di inflazione, cosa che invece accade a qualsiasi altra misura previdenziale. In pratica, chi esce a 63 anni e 5 mesi nel 2026 con l’Ape Sociale e prende 1.500 euro al mese, prenderà questa somma anche negli anni che lo separano dal raggiungimento dell’età pensionabile per la quiescenza di vecchiaia.

Al raggiungimento della quale l’Ape sociale decade e l’interessato deve presentare nuova domanda all’INPS. Questa volta per la sua pensione di vecchiaia che sarà calcolata ed erogherà una prestazione pari a quella effettivamente maturata senza limiti e vincoli.

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