Aumento pensioni superstiti: La reversibilità cresce da gennaio, cifre e importo redditi

Immagine di di: Giacomo Mazzarella

di: Giacomo Mazzarella

Pensione di reversibilità

Come sempre ogni anno da gennaio crescono i trattamenti erogati dall’INPS per via della rivalutazione automatica. E pur se in generale l’inflazione è un dato assai negativo, se pensiamo a questa rivalutazione automatica dei trattamenti, per il 2027 c’è da aspettarsi aumenti cospicui delle pensioni. Ben maggiori di quelli sopraggiunti per esempio a gennaio 2026. L’inflazione torna a galoppare e anche per le pensioni ai superstiti e quindi per la reversibilità, gli aumenti saranno importanti. Ma di che cifre si tratta, di che percentuali parliamo e cos’altro cambia per questo genere di trattamento?

Aumento pensioni superstiti: La reversibilità cresce da gennaio, cifre e importo redditi

Non solo modifiche agli importi dei trattamenti ai superstiti nel 2027 perché cambiano anche le soglie reddituali utili a determinare ciò che un superstite riceve dall’INPS. La rivalutazione automatica delle pensioni, comprese queste dei superstiti, pensione indiretta o reversibilità che sia, scatterà come prassi da gennaio 2027.

E sarà legata all’inflazione del 2026 come determinata dall’ISTAT, inizialmente secondo il dato di previsione basato sui primi tre trimestri dell’anno. La rivalutazione modificherà le pensioni di reversibilità dal primo gennaio prossimo ma contemporaneamente cambieranno anche i limiti di reddito che determinano il trattamento pieno o meno o il diritto al trattamento.

Rivalutazione delle pensioni di reversibilità, ecco gli scenari

La rivalutazione delle pensioni, conosciuta anche come perequazione è un meccanismo automatico di ricalcolo degli assegni previdenziali in base all’andamento del costo della vita e quindi all’andamento del tasso di inflazione.

Per conoscere bene le cifre e i numeri di questi cambiamenti occorre come sempre aspettare l’iter burocratico previsto. Che parte dalla conferma da parte dell’Istituto di Statistica sull’inflazione registrata e che passa da un atto del Ministero dell’Economia e delle Finanze finendo con la circolare dell’INPS che fissa le nuove cifre dei trattamenti che partiranno dal rateo di gennaio.

L’attesa sta per finire perché come sempre entro fine novembre avremo sia il dato definitivo dell’inflazione previsionale dell’INPS che il decreto del MEF. E a dicembre l’INPS emanerà la consueta circolare con questi incrementi.

L’aumento dei trattamenti e i redditi personali

Una cosa certa è l’aumento che arriverà da gennaio anche sulle pensioni di reversibilità e su tutti i trattamenti ai superstiti. Le cifre non sono ancora confermate. Ma l’andamento dell’inflazione secondo gli ultimi dati registrati possono permettere delle stime che si avvicineranno davvero alla realtà di ciò che accadrà molto presto.

Come detto anche la pensione di reversibilità che spetta ai superstiti di un defunto che era già pensionato o la pensione indiretta che spetta invece al superstite di un iscritto alla previdenza obbligatoria non ancora pensionato, subiranno le inevitabili ed automatiche variazioni per via della perequazione.

Nulla cambia dal punto di vista delle percentuali spettanti come trattamenti. Perché la pensione di reversibilità ai superstiti spetta in una quota prestabilita rispetto alle cifre percepite dal pensionato quando era in vita nel primo caso o alla pensione eventualmente maturata dall’iscritto sempre quando era in vita.

Come sempre al coniuge superstite se unico beneficiario dei trattamenti, spetta il 60% della pensione del defunto. In presenza anche di figli eventualmente beneficiari, la prestazione sale all’80% con un figlio e al 100% con più figli. E poi ci sono le varie percentuali inferiori spettanti ad altri parenti che a determinate condizioni e come si legge sulla scheda presente sul sito dell’INPS che riguarda i trattamenti ai superstiti, possono beneficiare della reversibilità.

Quantificare le cifre dei trattamenti è impossibile

Tornando alla perequazione, a luglio sembrava assestarsi al 2,9% il tasso di previsione ma ad agosto la percentuale di aumento del costo della vita è salita. Probabilmente per gli aumenti di gennaio si andrà oltre il 3% con le pensioni minime che oggi valgono qualcosa come 611 euro al mese che saliranno oltre 630 euro al mese. Ed il trattamento minimo è fondamentale anche in materia di pensioni di reversibilità.

Non tanto per gli importi del trattamento quanto per le soglie reddituali da non superare. Per il diritto e per il calcolo della pensione di reversibilità si guarda infatti ai redditi personali del superstite che per esempio, non deve eccedere tre volte il trattamento minimo. Ed in base alle cifre prima indicate, la soglia salirà a circa 24.570 euro. Fino a quella cifra di reddito personale del superstite il trattamento di reversibilità e quindi la pensione, sarà ad importo pieno.

Quindi il 60% per il coniuge o le percentuali spettanti nel caso di altri beneficiari come detto prima. Con un reddito personale del superstite che va oltre i 40.950 euro più o meno, il trattamento subirà la classica decurtazione progressiva che porta nel peggiore dei casi ad una pensione di reversibilità decurtata del 50%.

Evidente che quantificare le cifre dei trattamenti è impossibile perché dipendono dall’importo della pensione del defunto e dalla tipologia di superstiti beneficiari oltre che dal loro numero. Ciò che si può quantificare sono le soglie reddituali che permettono di arrivare al calcolo del trattamento spettante.

 

 

Condividi:

Facebook
Twitter
LinkedIn
Pinterest