Anticipo Pensionistico (Ape Sociale): come funziona

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di: Giacomo Mazzarella

pensione casalinghe

C’è una particolare misura che si può sfruttare per anticipare l’uscita dal mondo del lavoro, godendo di una sorta di redito ponte che accompagna il lavoratore ai 67 anni di età per la pensione di vecchiaia ordinaria. La misura in questione si chiama Ape Sociale ed è acronimo di Anticipo Pensionistico Sociale. Una misura che è nata sperimentale e che negli anni è stata sempre confermata anche se a volte con alcune modifiche. Nel 2026 la misura è attiva e si può utilizzare. Ma come funziona e quali sono le sue caratteristiche principali?

Ape Sociale, i requisiti e le categorie

Un reddito ponte dicevamo, perché in effetti non è una vera e propria pensione anche se gli somiglia molto. In effetti la eroga l’INPS con il medesimo calendario delle classiche pensioni. Ma ha delle connotazioni assistenziali visto anche la platea a cui è destinata. Infatti, l’Ape Sociale non è per tutti i contribuenti ma solo per chi rientra in una delle seguenti 4 categorie:

  • Caregivers;
  • Invalidi civili;
  • Disoccupati;
  • Addetti ai lavori gravosi.

Per centrare il diritto all’Ape Sociale c’è da completare un doppio requisito. Serve infatti arrivare ad:

  • Almeno 63 anni e 5 mesi di età;
  • Almeno 30 o 36 anni di contributi.

Anticipo Pensionistico Sociale, i requisiti specifici per ogni categoria

Fissati i due requisiti minimi da centrare che erano e restano quelli anagrafici e contributivi, ogni singola categoria ha degli altri requisiti specifici da completare. Gli invalidi civili devono aver ottenuto dalle Commissioni Mediche Invalidi Civili dell’INPS/ASL un grado di disabilità non inferiore al 74%.

I disoccupati invece devono aver terminato di percepire interamente la Naspi loro spettante dopo aver perso il posto di lavoro in maniera involontaria. Invece per i caregivers fondamentale è la residenza del richiedente l’anticipo con il disabile grave da assistere. Una residenza che deve essere sotto lo stesso tetto, in un immobile con lo stesso numero civico e al massimo con un interno diverso. Il disabile grave da assistere invece deve essere il coniuge, un parente di primo grado e a determinate condizioni un parente o affine fino al secondo grado.

Ma a condizione che questi ultimi siano privi di coniugi o genitori o che i coniugi o i genitori siano invalidi gravi a loro volta oppure over 70 di età. Infine, per gli addetti ai lavori gravosi è necessario aver svolto una delle attività previste per almeno 6 degli ultimi 7 anni o per almeno 7 degli ultimi 10 anni.

Requisito contributivo diverso a seconda della categoria

In alcuni casi l’Ape Sociale si prende con 30 anni di contributi, in altri casi con almeno 36 anni. In effetti 30 anni bastano per invalidi, caregivers o disoccupati. Per gli addetti ai lavori gravosi invece servono almeno 36 anni. Addetti ai lavori gravosi che sono contribuenti che per attività svolta rientrano tra:

  • Camionisti e conducenti di mezzi pesanti in genere;
  • Macchinisti dei treni e personale ferroviario viaggiante;
  • Conciatori di pelli e pellicce;
  • Addetti ai servizi di pulizia non qualificati;
  • Facchini e addetti allo spostamento di merci;
  • Infermieri ed ostetriche che operano su turni in sale operatorie e sale parto;
  • Addetti alla cura e all’assistenza di persone non autosufficienti;
  • Lavoratori agricoli;
  • Lavoratori marittimi;
  • Maestre, maestri ed educatori di asilo nido e scuole dell’infanzia;
  • Gruisti e conduttori di macchinari per le perforazioni;
  • Lavoratori edili;
  • Netturbini e soggetti che si occupano della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti;
  • Pescatori;
  • Siderurgici.

Ape Sociale, perché è una misura particolare

Come è evidente la platea dei soggetti a cui la misura si rivolge conferma lo spiccato lato assistenziale della stessa. Perché riguarda soggetti che hanno difficoltà fisiche, di famiglia, di lavoro o di reddito. E non essendo una vera e propria pensione, visto che quella si deve chiedere solo a 67 anni dopo aver terminato di prendere l’Ape Sociale, le limitazioni sono evidenti. Infatti, come importo non può superare 1.500 euro al mese.

E la prestazione non prevede indicizzazione al tasso di inflazione ogni anno come invece accade alle pensioni in genere. La prestazione non prevede tredicesima mensilità, assegni familiari, maggiorazioni e integrazioni. Oltretutto non è reversibile in caso di decesso del titolare. Infine, non permette di lavorare, nel senso che chi esce dal lavoro con l’Ape Sociale potrà arrotondare quanto percepito solo con il lavoro autonomo occasionale fino a 5.000 euro di reddito annuo, altrimenti la prestazione decade.

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