Diverse volte l’INPS nel liquidare le pensioni ai cittadini commette degli errori. Le pensioni sbagliate con cifre a sfavore dei pensionati sono all’ordine del giorno. E quando l’errore lo commette l’INPS il pensionato ha diritto ad essere risarcito e rimborsato. Ed è questo il caso del momento che riguarda alcuni pensionati che si trovano a credito anche di ben due anni di arretrati sulla pensione da parte dell’INPS. Un errore commesso dall’Istituto, infatti, determina per dei pensionati il diritto a riscuotere due anni di arretrati. Un errore interpretativo dell’INPS che lo stesso Istituto tramite messaggio sana.
Pensioni sbagliate e l’INPS conferma 24 mesi di arretrati, ecco i beneficiari
Con il messaggio 787 del 5 marzo scorso l’INPS conferma che ha commesso un errore e spiega che l’errore verrà sanato con un rimborso per quei pensionati che a causa dello sbaglio, hanno percepito una pensione più bassa. Perché liquidata in maniera errata per via di una applicazione troppo restrittiva delle norme da parte dell’INPS. Un errore interpretativo da parte dell’INPS per alcuni pensionati che sono usciti in quiescenza dal 2024.
L’errore è l’errata applicazione delle novità introdotte dalla legge di Bilancio del governo del 2024. Una manovra che per contenere la spesa pubblica sulle pensioni, aveva inserito delle aliquote di rendimento della quota retributiva della pensione, per determinati pensionati, più bassa di quella usata fino al 2023. Ma che non doveva essere applicata dall’INPS a determinati pensionati.
Pensioni INPS e arretrati, ma solo per alcuni pensionati
Il ridimensionamento dell’aliquota retributiva da usare per il calcolo della pensione nasceva per esigenze di cassa. E nella manovra del 2024 si intervenne per ridurla ai pensionati con meno di 15 anni di contributi versati al 31 dicembre 1995, ma se iscritti alle casse previdenziali dei lavoratori pubblici come la CPDEL, l’ex INPDAP, la CPS, le CPI e la CPUG. Per i lavoratori di questo genere, le pensioni dal 2024 sono state meno “ricche” rispetto ai loro colleghi usciti prima.
E per via della legge di Bilancio che ha ridisegnato come detto le aliquote di rendimento. Un calcolo meno favorevole che i legislatori avevano introdotto ma con dei paletti. Niente penalizzazioni per chi era andato in pensione fino al 31 dicembre 2023, perché le novità non erano retroattive.
E poi niente penalizzazioni ai lavoratori usciti con le pensioni di vecchiaia. In buona sostanza, tagli solo per le pensioni anticipate, ma l’INPS ha applicato le stesse regole meno favorevoli di calcolo anche alle pensioni di vecchiaia. E chi è andato in quiescenza con le pensioni di vecchiaia di fatto ha preso una pensione più bassa di quella che doveva prendere. Per questo adesso nel messaggio l’INPS dichiara che pagherà gli arretrati spettanti fino a 24 mesi e senza necessità di domanda alcuna da parte degli stessi pensionati. Tutto avverrà in automatico con i conteggi da parte dello stesso istituto.



