La riforma del sistema scolastico non è una priorità delle istituzioni, almeno per il momento. La politica, al netto delle emergenze dell’ultimo periodo, tra guerre e crisi energetica, ha diverse ritiene in agenda. C’è quella fiscale, quella della giustizia appena bocciata dal referendum, quella del premierato, le autonomie differenziate e come sempre la riforma delle pensioni. Ma sull’istruzione per molti ci sarebbe da mettere mano. E le proposte si susseguono. Una è dell’ex Ministra del Turismo Daniela Santanchè. E fa discutere.
Vacanze corte e scuola anche in estate, una riforma del sistema scolastico
Riduzione delle vacanze estive, scuole anche d’estate e ridistribuzione delle pause durante l’anno scolastico. Questo è il contenuto di una proposta della discussa Daniela Santanchè, da poco dimissionaria dal suo ruolo di Ministra dopo il referendum sulla giustizia. Vacanze tagliate di 10 giorni, con pause da riconsiderare durante l’anno scolastico e in classe pure in estate.
Discutibile la proposta, tra clima rovente in estate, vacanze estive delle famiglie e così cus dicendo. Quella che sarebbe una autentica rivoluzione è innegabile che finisce con il causare discussioni in viste dell’ormai imminente chiusura della stagione scolastica 2025/2026.
Ecco perché si pensa a questo grande cambiamento
È stato durante il Forum Internazionale del Turismo di Milano che la Santanchè ha lanciato la proposta prima descritta. Ma non perché ci siano particolari esigenze del comparto scuola. Infatti la questione alla base di questa particolare idea dell’ex Ministro è tutta turistica. Aumentare le pause durante l’anno scolastico, riducendo quelle estive, secondo la proposta potrebbe servire a dare sostegno al turismo, evitando la concentrazione delle vacanze nei mesi estivi o durante le festività di fine anno.
Pare che dal punto di vista turistico l’idea piaccia tanto. Molto meno però del punto di vista scolastico. Se per il turismo l’idea viene valutata positivamente dal punto di vista economico, diverso è per la scuola. Organizzarsi di fronte a pause scolastiche fuori programma, impone alle famiglie di riorganizzarsi anche lavorativamente. E non è cosa facile per tutti. Vanno considerate poi le infrastrutture. Perché moltissimi istituti scolastici sono privi di sistemi di condizionamento dell’aria. Significa che nei mesi caldi imporre agli studenti di andare a scuola sarebbe un problema.



