Un freno agli insegnanti: compiti a casa, nuove regole e nuovi limiti dal Ministero

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di: Giacomo Mazzarella

Valditara compiti a casa scuola.

Tra obblighi scolastici, studio ed esigenze dei ragazzi, delle loro famiglie e del tempo libero ecco arrivare per la prima volta una grande novità dal Ministero dell’Istruzione e del Merito. Il MIM decide di porre dei limiti ai compiti a casa assegnati dagli insegnanti agli studenti. Una nuova circolare limita la libertà per chi i compiti li deve assegnare.

Un freno agli insegnanti: compiti a casa, nuove regole e nuovi limiti dal Ministero

Una autentica stretta sui compiti a casa assegnati fuori orario, questo il contenuto della circolare del Ministro Valditara per contenere il fenomeno dei compiti a casa assegnati nel pomeriggio, spetto nel tardo pomeriggio o addirittura nei fine settimana.

Statistiche alla mano, il fenomeno dei compiti “fuori orario” interessa il 75% degli studenti. Solo una minima parte degli studenti riceve i compiti come da tradizione, ovvero durante le ore di lezione a scuola. Con i registri elettronici, le applicazioni telematiche e con i nuovi strumenti informatici che tanto hanno ambiato la scuola negli ultimi anni, le assegnazioni fuori orario sono diventate quasi la prassi.

Con gli studenti che per essere in regola con compiti e assegnazioni, sono costretti a guardare con assiduità le notifiche e che possono trovarsi con un carico di studio non preventivato al termine della giornata in aula. E  effetti sul tempo libero e sulle eventuali esigenze, anche familiari sono evidenti.

Non si può organizzare nulla, nemmeno una visita odontoiatrica in queste condizioni con la spada di Damocle dei compiti da fare spesso per il giorno dopo, che possono arrivare in un qualsiasi momento allo studente. Registro, chat o e-mail ormai sono diventati lo strumento principale con cui i docenti assegnano i compiti. E se da un lato la semplificazione è garantita, da un altro lato la vita dei ragazzi è stravolta. Da qui nasce la circolare del Ministero.

I dati sono evidenti come dicevamo. Molti studenti ricevono compiti ben oltre l’orario delle lezioni. Molti li ricevono durante i fine settimana e questa estate, per esempio, tante segnalazioni dimostrano come sono arrivati compiti anche a vacanze inoltrate.

Le parole del Ministro Valditara e la nota del suo Dicastero

“Vogliamo una scuola che insegni ai ragazzi a studiare con metodo, responsabilità e serenità, rispettando al tempo stesso i loro tempi e quelli delle famiglie”, così si è espresso Giuseppe Valditara, Ministro dell’Istruzione e del Merito spiegando i perché della nota che il MIM ha inviato alle scuole. Tornare a dare valore al diario cartaceo, dove da decenni gli studenti erano soliti annotare i compiti per casa.

Evitando di costringere i ragazzi a prestare attenzione costante alle notifiche sui nuovi compiti. Nella nota si fa anche riferimento alla programmazione di prove e verifiche da parte del collegio docenti. Per evitare che i ragazzi siano assoggettati a più prove e più verifiche nello stesso giorno, con conseguente aumento esponenziale del lavoro da svolgere a casa per preparare le verifiche, si impone la programmazione collegiale di queste verifiche. Non più di una nello stesso giorno.

Naturalmente non viene certo incisa l’autonomia didattica degli insegnanti, ma la nota del Ministero fissa dei paletti e suggerisce delle soluzioni. Perché di fatto la nota richiama alla necessità che i docenti si organizzino per evitare di concentrare più verifiche, più test e più prove nella stessa giornata scolastica.

 

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