Cambio olio per l’auto: cosa succede dopo 13.000 km dall’ultimo tagliando?

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Olio lubrificante

Non è il momento giusto questo per sprecare soldi. Inflazione, costo del carburante, bollette e difficoltà ad arrivare a fine mese impongono una certa parsimonia. Negli ultimi tempi sono cambiate le priorità per una famiglia. Anzi, tutti dovrebbero stilare una sorta di elenco delle priorità da affrontare mese dopo mese. Spese necessarie ai primi posti, il superfluo infondo all’elenco, solo se rimangono risorse. Ma può essere considerata una cosa superflui fare il cambio dell’olio al proprio veicolo? Diciamo di no, perché ne va della salute del veicolo e se non si rispettano i tagliandi periodici al posto di risparmiare si rischia di dover spendere di più dopo per le riparazioni. Ma sempre sul tagliando periodico e sul cambio dell’olio lubrificante anche farlo prima di quanto effettivamente andrebbe fatto può essere utile a risparmiare qualcosa. Perché è uno spreco farlo in anticipo rispetto ai tempi.

Cambio olio per l’auto: cosa succede dopo 13.000 km dall’ultimo tagliando?

Se si leggono i manuali di uso e manutenzione delle auto, soprattutto di quelle meno datate, si leggono intervalli di manutenzione e di cambio dell’olio abbastanza lunghi. Nell’ordine di 25.000/30.000 km. Certo, da auto ad auto le cose cambiano come cambiano da automobilista ad automobilista. C’è chi 30.000 km li percorre in 6 mese e chi invece ci mette tre anni. Dalla Bulgaria hanno prodotto uno studio molto importante. L’Università di Sofia, infatti, ha prodotto delle analisi sull’olio dopo un certo ciclo di utilizzo. Cioè dopo diverse migliaia di km di uso nel motore di un veicolo, di questo olio lubrificante che nello specifico è un olio con grado di viscosità 0W-20. L’olio continua a circolare nel motore e naturalmente oltre che ai km percorsi dall’ultimo cambio, conta anche l’anzianità dell’olio, ovvero da quando è stato effettuato l’ultimo cambio. Dall’ateneo della capitale bulgara hanno analizzato cosa succede ad un olio di quel tipo dopo 13.000 km.

I dati di uno studio dell’Università di Sofia

Per il cambio dell’olio gli usi degli automobilisti sono vari. C’è chi lo effettua esattamente come suggeriscono i libretti di uso e manutenzione delle auto. C’è chi lo effettua una volta l’anno a prescindere dai km percorsi. Altri invece lo effettuano fuori schema ogni 10.000 o 15.000 km. Ed infine c’è chi non lo effettua fino a quando lo segnala il computer di bordo del veicolo. Sperando che le spie e le segnalazioni del computer di bordo siano funzionali ma soprattutto funzionanti.

In base all’analisi dell’Università di Sofia dopo 13.000 km l’olio comincia a perdere “colpi”, anche se dal punto di vista degli additivi che proteggono il livello era ancora ottimale così come i composti antiusura. La viscosità invece era calata del 17,5% e questo soprattutto a differenti temperature a cui è esposto il motore di una auto, potrebbe generare un minore potere lubrificante tra le superfici metalliche. Calerebbe in maniera sostanziale anche il livello di alcalinità dell’olio e in questo caso il calo rischia di compromettere la protezione alla corrosione dei pezzi meccanici che l’olio lubrifica. Come detto molto dipende dall’uso che si fa dell’auto, dai km percorsi ma anche dall’anzianità del lubrificante messo nel motore. Fatto sta che come dimostra lo studio, almeno per quel tipo di olio analizzato, alcune cose dovrebbero spingere a sostituirlo senza necessariamente arrivare al limite chilometrico suggerito, altre invece dimostrano come cambiarlo troppo presto sia esagerato.

 

 

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