Bonus anziani: la badante la paga l’INPS, ecco 850 euro di Prestazione Universale

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di: Giacomo Mazzarella

Prestazione universale

Problemi a trovare i soldi per pagare la badante ne hanno tutti, soprattutto se oltre allo stipendio come la normativa prevede, ci sono da versare i contributi, da sostenere le spese di gestione rapporto e da versare i soliti TFR, le solite tredicesime e così via dicendo. E la pensione non basta certo per sostenere le spese di assistenza. A volte nemmeno l’eventuale indennità di accompagnamento aggiuntiva è sufficiente. Ecco, quindi, che adesso c’è la possibilità di chiedere la Prestazione Universale. Valida anche nel 2026, la sperimentazione di questo strumento assistenziale permette di far fronte alla cosiddetta cura domiciliare in maniera più facile. Anche perché vale ben 850 euro al mese.

Bonus anziani: la badante la paga l’INPS, ecco 850 euro di Prestazione Universale

Si chiama Prestazione Universale ed è indirizzata ad anziani che allo stesso tempo sono non autosufficienti e pure con redditi e patrimoni bassi. Una misura quindi nata per sostenere una parte di soggetti vulnerabili come lo sono gli anziani non autosufficienti.

Nata con il decreto Anziani questa speciale prestazione garantisce 850 euro di somma aggiuntiva rispetto alle altre prestazioni che percepiscono questi soggetti svantaggiati. A conti fatti si arriva tra indennità di accompagnamento e assegno di assistenza a circa 1.400 euro al mese. Perché in effetti, la Prestazione Universale è composta da una quota fissa che è l’indennità di accompagnamento ed una quota. straordinaria che è l’assegno di assistenza.

Prestazione Universale INPS, come si richiede

Dal 2025 è in vigore la Prestazione Universale la cui sperimentazione termina il 31 dicembre 2026. Come si è capito, la Prestazione Universale è appannaggio degli anziani ultraottantenni e non autosufficienti con ISEE sotto i 6.000 euro, esattamente come previsto dal Dlgs numero 29 del 2024.

Quindi, bisogna avere almeno 80 anni di età già compiuti ed essere titolari di indennità di accompagnamento. Inoltre, bisogna munirsi di un ISEE sociosanitario (può essere utile anche l’ISEE a nucleo ristretto) in corso di validità. Cioè va presentata una nuova DSU 2026 con riferimento a redditi e patrimoni del 2024.

La domanda, i voucher e le altre cose da conoscere

La Prestazione Universale va chiesta all’INPS usando la solita procedura telematica accessibile sul portale dell’Istituto nell’area riservata e denominata “Decreto Anziani – Prestazione Universale”. Si può fare tramite Patronato o anche da soli, per chi ha le credenziali di accesso ai servizi digitali dell’INPS tramite CNS, SPID o CIE. Oltre al possesso dei requisiti, sarà necessaria la valutazione di una commissione ad hoc costituita dall’INPS per la misura in modo tale da certificare il livello di bisogno assistenziale che deve avere il richiedente e che è altro fattore fondamentale.

Gli 850 euro in più rispetto alla solita indennità di accompagnamento sono erogati con i voucher perché sono dei buoni e non è denaro contante. Si devono usare per le spese per pagare la badante, l’assistente domiciliare o le imprese addette ai servizi di assistenza non sanitaria ma domiciliare riconosciute dalla normativa vigente. Il bonus mensile da 850 euro al mese va speso nello stesso mese e non si cumula. Chi non sfrutta il voucher continuerà a prendere anche a domanda fatta, la solita indennità di accompagnamento.

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