Una misura che potrebbe essere sfruttata ma che ancora tanti non utilizzano sta per scadere. Salvo novità e proroghe nella prossima legge di Bilancio, il 31 dicembre 2026 scade la misura che garantisce 850 euro di autentico bonus mensile per determinati anziani. Si chiama Prestazione Universale ed è una misura introdotta nel 2025 ma solo in via sperimentale per una durata biennale. Quindi, come dicevamo, in scadenza ci va il 31 dicembre 2026. Pochi mesi ancora da sfruttare per la misura che garantisce un ritorno di 850 euro al mese che finiscono con il permettere più facilmente ad una famiglia di pagare lo stipendio della badante.
Stipendio badante: ancora pochi mesi per prendere 850 euro mensili di Prestazione Universale
Quante volte abbiamo detto che non tutti gli anziani e non tutte le famiglie si possono permettere una badante? Basta fare dei semplici conti. Una badante tra stipendio, oneri aggiuntivi, spese accessorie, contributi, TFR, ferie e tredicesima arriva a costare ben oltre i 1.500 euro al mese. Parliamo di badanti regolarmente assunte e con stipendi in linea con il CCNL di categoria. Molti pensionati prendono trattamenti integrati al minimo e quindi prendono 611,85 euro al mese di pensione.
Se sono non autosufficienti a tal punto da avere necessità continua di un assistente, probabilmente prendono l’indennità di accompagnamento. Che vale 551,53 euro al mese nel 2026. Non si arriva, sommando tutto questo, a 1.200 euro. Cosa significa tutto ciò? Che per permettersi una badante l’anziano non solo non è autosufficiente di salute, ma anche di reddito.
I figli, per chi li ha, devono contribuire mettendo solo per la badante, circa 4.000 euro all’anno. Senza considerare poi le bollette, le spese alimentari e le tasse che l’anziano deve versare. Lo stipendio della badante con una situazione di questo genere è insostenibile per chi prende la pensione. Ma in questo triste scenario, ecco che c’è la soluzione. Che, come dicevamo, sta per arrivare a scadenza. Si chiama Prestazione Universale.
La Prestazione Universale dell’INPS, ecco come funziona
Persone anziane non autosufficienti possono presentare all’INPS la domanda di Prestazione Universale. La misura è stata introdotta in via sperimentale il 1° gennaio 2025 e va in scadenza il 31 dicembre 2026. Viene erogata ogni mese dall’INPS e vale 850 euro al mese. Si chiama Prestazione Universale perché ingloba pure l’indennità di accompagnamento. Quindi, chi presenta domanda e ottiene la Prestazione Universale prenderà ogni mese oltre alla parte fissa di 551,53 euro al mese di assegno di accompagnamento anche 850 euro al mese di assegno di assistenza. L’accompagnamento viene erogato come sempre, liberamente prelevabile ed utilizzabile per svariati fini. L’assegno di assistenza è erogato sotto forma di voucher e deve essere utilizzato ogni mese per pagare lo stipendio della badante. In alternativa gli 850 euro possono essere usati per acquistare servizi di cura e assistenza sociale non residenziale da imprese o professionisti del settore. La Prestazione Universale spetta ad anziani over 80 come età, con un ISEE fino a 6.000 euro (ISEE sociosanitario, ndr) e con un elevato grado di bisogno assistenziale.


