Naspi: arretrati sulle indennità di disoccupazione, ecco a chi spettano

Immagine di di: Giacomo Mazzarella

di: Giacomo Mazzarella

pensioni da restituire

Diversi lavoratori che ogni anno presentano domanda di naspi e sfruttano l’indennità per disoccupati possono trovarsi in una particolare situazione. In pratica, possono aver tralasciato qualcosa, con soldi che sono stati lasciati all’INPS e che decorso un determinato lasso di tempo, vengono perduti per sempre. Non tutti i lavoratori che prendono la Naspi sanno che possono prendere anche gli assegni familiari sul coniuge a carico e in alcune circostanze, su altri familiari a carico. Gli assegni familiari sono un supporto economico fondamentale per chi sovente perde il lavoro ed è costretto a virare sull’ammortizzatore sociale. Ecco cosa si può fare e come recuperare il tempo perduto ottenendo anche a ritroso ma retroattivamente, ciò che spetta.

Naspi: arretrati sulle indennità di disoccupazione, ecco a chi spettano

Diverse categorie di lavoratori fanno ricorso in maniera costante al principale ammortizzatore sociale oggi esistente e cioè alla Naspi. La Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego è un supporto economico a soggetti che perdono il lavoro involontariamente. Sulla Naspi tutti sanno tutto. O almeno così credono. Tutti sanno che si può percepire per una durata massima di 24 mesi e che per durata è pari alla metà delle settimane di lavoro svolte nei 4 anni precedenti la perdita dell’ultimo posto di lavoro.

L’importo della Naspi è pari al 75% delle retribuzioni medie utili ai fini previdenziali, sempre dell’ultimo quadriennio. Precari della scuola, lavoratori del settore ricettivo, turistico e alberghiero o lavoratori edili sono i soggetti che più di altri fanno ricorso alla Naspi annualmente.

Ma non tutti coloro che chiedono al Naspi sanno che hanno diritto anche agli assegni familiari. Che sono una forma di supporto economico anche per il disoccupato che ha perso il posto di lavoro e per esempio, continua a tenere a carico la moglie. Va ricordato che per esser e considerato a carico, un soggetto deve avere redditi entro i 2.840,51 euro annui o, se soggetto di età inferiore a 24 anni, un reddito entro i 4.000 euro.

Un sostegno che diventa ancora più fondamentale per molte famiglie italiane durante una fase, che è quella della disoccupazione, dove inevitabilmente il reddito dell’ex lavoratore scende visto che la Naspi arriva al 75% delle medie retributive ed ha limiti massimi di importo prefissati. Molti lavoratori che prendono la Naspi però dimenticano o non sanno di poter recuperare queste somme aggiuntive.

Arretrati, ecco la procedura e come si può fare

Secondo le linee guida dell’INPS presenti sul portale istituzionale, gli assegni familiari spettano anche ai percettori di Naspi durante il periodo di percezione dell’indennità di disoccupazione. Quindi se la Naspi dura 4 mesi, si ha diritto a 4 mesi di assegni familiari. Se dura 6 mesi, gli assegni spettano per 6 mesi. Chi negli anni passati non ha chiesto gli assegni familiari, può correre ai ripari. Chiedendo gli arretrati che come sempre in questi casi, vanno indietro fino a 5 anni. Il termine di prescrizione è quinquennale. Va ricordato che gli assegni familiari non spettano più sui figli al di sotto di 21 anni di età che rientrano nell’assegno unico.

Per chiedere la corresponsione degli arretrati, la procedura è semplice. In area riservata sul sito dell’INPS, utilizzando le credenziali SPID, CIE o CNS la procedura è facile. Basta usare il modulo ANF/PREST e indicare per ogni anno di mancata fruizione dell’assegno familiare, i redditi propri, del coniuge, degli altri eventuali familiari presenti e tutta la composizione del nucleo familiare. In modo tale da permettere all’INPS di completare meglio l’istruttoria della domanda.

Condividi:

Facebook
Twitter
LinkedIn
Pinterest