I monopattini italiani vengono adesso regolamentati e i proprietari che non si adeguano rischiano grosso. Le nuove regole relative alla circolazione di questi veicoli sono attive. E dal 16 luglio scattano gli adempimenti. Ecco come bisogna mettersi in regola con le nuove normative di riferimento.
Monopattini: dal 16 luglio ecco come mettersi in regola, multe e sequestro da evitare
Si parte dal contrassegno adesivo che devono portare attaccato al parafango o in un altro posto visibile. Non una novità questa visto che su tanti monopattini ormai da settimane i proprietari hanno pensato bene di attaccarli visto il cambio di normativa. Adesso però ecco entrare in vigore la novità principale che è l’obbligatorietà della polizza Responsabilità Civile. Dal 16 luglio 2026 entra in vigore questo obbligo su tutti i monopattini elettrici privati. In ritardo rispetto al programma originario visto che il Ministero ha prorogato i termini per venire incontro alle esigenze di aggiornamento delle piattaforme delle compagnie di assicurazione, ecco che dal 16 luglio i monopattini dovranno essere obbligatoriamente assicurati con polizza collegata al numero di riconoscimento del monopattino stesso.
Come funziona il nuovo obbligo in partenza dal 16 luglio 2026
Anche i monopattini ormai sono mezzi di trasporto molto diffusi e come tutti i mezzi, circolando possono causare danni. Ecco quindi giustificata l’esigenza che adesso è diventata un obbligo, di munire il monopattino di una polizza RC. La polizza serve a coprire eventuali danni provocati durante la circolazione del monopattino a terzi, tanto alle persone che alle cose. Da domani quindi assicurazione obbligatoria. E la polizza come detto deve essere collegata al monopattino, in base al suo codice identificativo che è impresso sul contrassegno che in premessa abbiamo citato come già presente su molti monopattini in Italia. Chi non si è ancora munito del contrassegno farebbe bene a procurarselo visto che altrimenti l’assicurazione obbligatoria non potrà essere sottoscritta.
La polizza deve essere in linea con le direttive ministeriali a partire dai massimali che per danni alle persone devono essere pari ad almeno 6,45 milioni di euro e per danni alle cose, 1,3 milioni di euro. Nulla di nuovo al riguardo perché i più attenti automobilisti sanno già che quei massimali sono i medesimi che si applicano a tutti gli altri veicoli a motore circolati, a partire dalle comuni automobili.



