Scade il 30 giugno prossimo la data ultima entro cui è possibile recuperare gli arretrati di Assegno unico universale sui figli a carico non corrisposti a partire dal mese di marzo. A dire il vero gli arretrati partirebbero da gennaio anche se è facile che a inizio anno l’importo dell’Assegno unico sia stato intero perché basato sull’ISEE dell’anno precedente da parte dell’INPS. La scadenza del 30 giugno è fondamentale per recuperare gli arretrati per quanti da inizio anno non hanno provveduto a rinnovare la DSU. Ecco cosa occorre fare per evitare di perdere diverse centinaia di euro.
Assegno Unico, ecco cosa fare entro il 30 giugno per prendere di più con tutti gli arretrati
L’Assegno unico e universale sui figli a carico è una misura che riguarda tutte le famiglie con figli sotto i 21 anni di età. Per ottenere l’Assegno unico basta presentare domanda all’INPS e non c’è bisogno di ISEE per l’accoglimento della stessa.
L’ISEE però diventa fondamentale nel momento in cui bisogna calcolare l’importo dell’Assegno unico spettante. Nello specifico infatti le famiglie che hanno un ISEE fino a 17.468,51 euro possono godere di un Assegno unico con l’importo massimo previsto che è pari a 203,80 euro al mese per ogni figlio minorenne. L’importo cala per i figli maggiorenni.
Attenzione, l’importo massimo previsto è al netto di eventuali maggiorazioni di cui ha diritto la famiglia come quelle per le ragazze madri, per le famiglie numerose o per i figli al di sotto di un anno di età. L’importo dell’Assegno unico per chi ha un ISEE superiore a 17.468,51 tende a scendere gradualmente fino ad arrivare all’importo minimo di 58,30 per le famiglie che hanno un ISEE sopra i 46.582,71. Lo stesso importo minimo è quello spettante a chi non ha presentato la DSU e non ha un ISEE in corso di validità.
Ecco perché il 30 giugno va segnato sul calendario
Ed è proprio alle famiglie che non hanno un ISEE in corso di validità che ci rivolgiamo segnalando la scadenza del 30 giugno 2026 come quella utile entro cui intervenire per poter recuperare tutto l’Assegno unico spettante con le cifre giuste. In effetti decorso il 30 giugno chi rinnova la DSU e quindi ottiene l’ISEE in corso di validità successivamente a tale data, riuscirà a percepire l’Assegno unico effettivamente spettante solo nei mesi successivi a quelli della presentazione della DSU.
Gli arretrati in pratica verrebbero persi. Presentando invece la Dichiarazione sostitutiva unica entro il 30 giugno prossimo l’INPS provvederà oltre che a calcolare l’Assegno unico alla luce delle nuove evidenze nel nuovo ISEE, per i mesi futuri, a ricalcolare gli importi dei mesi precedenti . E quindi erogherà all’occorrenza alle famiglie interessate gli arretrati spettanti. Cioè le differenze tra l’importo percepito e quello effettivamente spettante mese dopo mese.



