Assegno unico anche sui figli residenti all’estero e fino a 203 euro al mese di trattamento

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di: Giacomo Mazzarella

Assegno unico INPS

Assegno unico e universale sui figli a carico più vasto. Si allarga la platea dei beneficiari ed aumentano gli importi per chi ha figli all’estero. Su una annosa querelle che discriminava molte famiglie, ecco i chiarimenti dell’INPS con la circolare n° 81 del 24 luglio 2026. La materia è l’estensione ai figli residenti all’estero dei benefici dell’Assegno Unico e Universale sui figli a carico fino a 21 anni di età.

Assegno unico anche sui figli residenti all’estero e fino a 203 euro al mese di trattamento

Diverse le modifiche normative sull’Assegno Unico e Universale per i figli a carico al di sotto dei 21 anni di età apportate dall’articolo 7-bis del DL numero 19 del 19 febbraio 2026. Quel decreto è già attivo perché è stato convertito nella legge numero 50 del 20 aprile 2026. E le modifiche hanno già effetto quindi. La novità maggiormente rilevante probabilmente è quella che allarga il perimetro dei figli beneficiari dell’Assegno Unico anche ai figli residenti all’estero. Purché in un altro Stato membro dell’Unione Europea e purché fiscalmente a carico dei genitori. Naturalmente sono sempre da rispettare tutti gli altri requisiti previsti a partire dal limite ISEE, alla cittadinanza o permesso di soggiorno, dall’essere assoggettati al regime fiscale italiano in materia IRPEF alla residenza del dichiarante/richiedente in Italia o alla sua permanenza lavorativa in Italia con regolarità in fatto di contributi previdenziali.

Ecco le novità introdotte e come funzionano

Quindi, estensione del diritto all’Assegno Unico e Universale anche per i figli a carico dei genitori che risiedono all’estero. Ed anche se il genitore è in Italia per questioni lavorative. Naturalmente il diritto all’Assegno Unico e Universale vale per i mesi di lavoro svolti in Italia dal diretto interessato. Tale possibilità riguarda tanto i lavoratori subordinati, ovvero i lavoratori dipendenti che gli autonomi. Ripetiamo, l’importanza è che siano lavoratori in regola con gli obblighi contributivi della previdenza obbligatoria italiana. Come detto l’Assegno Unico vale per tutti i figli a carico, ma per i maggiorenni è importante che loro siano alle prese con percorsi di formazione o istruzione o se lavorano, che abbiano un reddito non superiore a 8.000 euro. Va detto che il limite dei 21 anni non si applica ai figli disabili. Fino ad oggi si consideravano dentro l’Assegno Unico solo i figli presenti nel nucleo familiare del richiedente la prestazione. Adesso quindi le cose cambiano. E se il figlio è fiscalmente a carico come previsto dalle regole italiane ecco che si estende anche a questo figlio la possibilità di Assegno Unico.

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