L’Assegno di Inclusione, cioè il cosiddetto ADI INPS è senza dubbio una delle misure che più interessano la collettività non fosse altro perché riguarda soggetti che si trovano in uno stato precario e prossimo alla povertà. L’Assegno di Inclusione non è altro quindi che un sussidio che possono prendere determinati soggetti che vivono in condizioni reddituali abbastanza approssimative. Importi però non sempre sono soddisfacenti. Spesso e volentieri si riducono a poche centinaia di euro che tutta fanno tranne che far uscire i soggetti che lo prendono da quella condizione di disagio economico che ha dato il diritto a percepirli.
Dal punto di vista dei requisiti l’Assegno di Inclusione ha delle severe regole che riguardano l’ISEE, il reddito familiare e determinati altri fattori. Eppure, muovendosi bene si può riuscire a prendere un sussidio più alto di quello che effettivamente è percepito. Ecco una guida agli accorgimenti da utilizzare per prendere un Assegno di Inclusione più alto.
ADI INPS, ecco le cose legali da fare per prendere un Assegno di Inclusione più elevato
Nessun trucco e nessuna furberia perché ciò di cui parleremo oggi è la possibilità di prendere un Assegno di Inclusione più elevato semplicemente sfruttando appieno le regole e le normative che si applicano all’ADI INPS. Come detto prima l’Assegno di Inclusione è basato sull’ISEE e sul reddito familiare soprattutto per l’importo assegnato. L’ISEE di una famiglia non deve essere superiore a 10.140 euro.
Invece il reddito familiare non deve essere superiore a 6.500 euro, anche se quest’ultimo parametro deve essere passato per la scala di equivalenza basata sul numero dei componenti la famiglia. Oltre all’ISEE e al reddito familiare ciò che incide sul diritto a prendere l’ADI INPS sono le componenti patrimoniali.
Sia quelle del patrimonio mobiliare e quindi dei soldi in banca o alle poste e sia della componente immobiliare e cioè quella delle case e dei terreni in possesso dei componenti nucleo familiare.
Altri fattori utili per il diritto all’ADI INPS sono il mancato possesso di autoveicoli e motoveicoli nuovi o simili e di cilindrate piuttosto elevate, imbarcazioni e navi, assenza di problematiche di natura penale o giudiziaria e così via dicendo.
Una volta rispettati questi requisiti l’INPS accetta la domanda ed inizia ad erogare l’Assegno di Inclusione. Con importi come detto variabili che si possono correggere nel momento in cui si verificano delle condizioni e si adottano degli stratagemmi perfettamente regolari.
L’ISEE e come fare ad abbassarlo
In primo luogo, chi prende un Assegno di Inclusione ADI INPS troppo basso, potrebbe vedere se riesce a sistemare la situazione dell’ISEE visto che per natura questo è troppo distante come tempi, dalla reale situazione di disagio economico e reddituale di un nucleo familiare.
L’ISEE, infatti, fa riferimento ai due anni precedenti e quindi per esempio l’ISEE 2026 fa riferimento ai redditi ed ai patrimoni di un nucleo familiare posseduti nel 2024.
Chi ha avuto delle variazioni del proprio patrimonio negli ultimi tempi può sfruttare l’ISEE corrente che è una soluzione immediata per abbassare il valore dell’ISEE e quindi per consentire alla famiglia che non rientra nell’ADI INPS prima di tutto di percepirlo.
E poi anche di prendere un Assegno di Inclusione più elevato come importi. L’ISEE corrente si può fare sia se ci sono delle variazioni patrimoniali che reddituali negli ultimi 12 mesi. Abbassare l’ISEE se è la condizione reddituale ad essere calata, significa abbassare anche il reddito familiare. E questo determina un aumento immediato dell’ADI INPS.
ADI INPS: l’Assegno di Inclusione e le cose da fare per prendere di più
Un altro fattore da considerare ma sicuramente meno semplice rispetto all’ISEE corrente è quello della composizione del nucleo familiare. Come tutti sanno l’Assegno di Inclusione si prende solo nelle famiglie dove c’è la presenza di almeno un soggetto che rientra tra quelli previsti.
Soggetti che sono gli over 60, i minorenni, gli invalidi al 67% almeno oppure coloro che sono stati presi in cura ai servizi sociosanitari assistenziali comunali o delle ASL, o ancora, quelli che hanno carichi di cura in famiglia.
Il calcolo dell’ISEE può essere misurato solo ed esclusivamente sulle persone che rientrano in queste categorie. Quindi un nucleo familiare composto da quattro soggetti e solo due di essi rientrano tra quelli prima citati, prendono un Assegno di Inclusione calcolato su due componenti e non su quattro.
Per abbassare l’ISEE una soluzione idonea potrebbe essere anche quella di dividere il nucleo familiare se possibile. Infatti in un nucleo familiare dove sono presenti tutti soggetti che hanno dei redditi anche se piccoli, finiscono con il generare un ADI INPS meno favorevole.
In un nucleo familiare ogni persona priva di reddito che vi entra concorre ad abbassare l’indicatore e quindi permette nel caso dell’ADI INPS, di prendere una cifra più alta. Al contrario ogni persona che porta redditi concorre ad aumentare l’ISEE.
Il calcolo dell’ADI INPS e come funziona
L’assegno di inclusione parte da una cifra fissa per singolo che è pari a circa 541 euro al mese. Naturalmente parliamo della parte di integrazione del reddito perché il totale che prendono le famiglie può comprendere a volte anche l’eventuale rimborso del canone di affitto se si vive in una casa in locazione (componente affitto imputato). Ma è la parte di integrazione al reddito di una famiglia che da 541 euro per un componente viene aumentata in base alla situazione dello stesso nucleo familiare e sempre in base alle scale di equivalenza, che può essere variabile. L’integrazione al reddito funziona in modo semplice. Un singolo che ha diritto a massimo 541 euro al mese prende un ADI INPS pari alla differenza tra questa somma e il totale del suo reddito mensile. Evidente che abbassando il reddito sale l’Assegno di Inclusione.



