Obbligo di assicurazione Cat-Nat per bar, ristoranti, pizzerie e non solo, come funziona?

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di: Giacomo Mazzarella

Assicurazione catastrofi naturali

Entro il 31 marzo 2026 le attività ricettive come pizzerie, ristoranti, bar, ma anche alberghi e simili, dovevano sottoscrivere una polizza assicurativa Cat-Nat. A prescindere dalla dimensione aziendale ed eventualmente, dal numero di dipendenti, la polizza assicurativa contro i rischi catastrofali è un passaggio obbligatorio. Ma si tratta, nelle mire dei legislatori, di un obbligo a tutela proprio di queste attività del settore turistico-ricettivo e della somministrazione di alimenti e bevande. Una polizza che tutela il tessuto sociale di uno dei settori trainanti della nostra economia. Ecco le istruzioni, la guida e cosa cambia per chi non segue l’obbligo.

Obbligo di assicurazione Cat-Nat per bar, ristoranti, pizzerie e non solo, come funziona?

Tutto nasce da fenomeni atmosferici sempre più aggressivi che si sono verificati negli ultimi anni. Autentici disastri naturali figli di quello che gli esperti chiamano aumento del rischio climatico.

In pratica, sempre più spesso zone dello Stivale vengono colpite, oltre che dai terremoti visto che l’Italia è un Paese ad alto rischio sismico, anche da tifoni, uragani, frane, alluvioni, smottamenti e chi più ne ha più ne metta. Cercare di risarcire le attività economiche colpita da questi disastri che ne minano la continuità in attività, è sempre stato un obiettivo di ogni governo.

Oltre che sostenere la popolazione che perde una casa a seguito di un evento calamitoso, lo Stato italiano di fronte a disastri di questo tipo da sostegno pure alle aziende. Con i tempi che variano da caso a caso e con le attività che vengono messe a dura prova dagli eventi.

Nell’ottica di riorganizzare il tutto, e per una questione di sostenibilità da parte dello Stato, che oggi è in difficoltà economica di fronte al risarcimento per queste attività in presenza di eventi calamitosi, ecco l’obbligo di dotarsi di una polizza Cat-Nat. Spostando come sempre accade, il rischio dalle attività ricettive e turistiche, alle compagnie di assicurazione.

Da dove nasce il nuovo obbligo assicurativo

Fu la legge 213 del 2023, ovvero la legge di Bilancio del 2024 ad introdurre questa obbligatorietà della polizza assicurativa. Un obbligo che però in moti settori è stato posticipato da vari altri decreti del governo, non ultimo il decreto Milleproroghe. Ma tutto arriva a scadenza naturalmente.

Oggi la scadenza è arrivata per bar, pasticcerie, caffetterie, pizzerie, pub, gelaterie, ristoranti, birrerie. E poi anche per locali notturni, sale da ballo, alberghi, B&B, affittacamere, villaggi turistici e chi più ne ha più ne metta.

Le regole che deve rispettare la polizza Cat-Nat

Come detto, non ci sono particolari differenze tra attività nel senso che nulla cambia rispetto alla dimensione aziendale o al numero di addetti. L’obbligo è generalizzato. La polizza per essere conforme alla normativa deve riguardare per forza i beni immobili dell’azienda, cioè i terreni e i locali su cui si svolge l’attività con annessi gli impianti e le attrezzature.

E non è necessario che i beni di questo genere siano di proprietà del titolare dell’attività, perché l’obbligo assicurativo ricade anche su chi, per esempio, svolge l’attività in un locale con contratto di locazione. Dal punto dio vista tecnico, in base ai dettami della norma, la polizza può essere con franchigia ma non eccedente il 15% dell’eventuale danno. In pratica, la polizza non può avere oltre il 15% di valore per la parte di danno che resterebbe a carico dell’assicurato.

Il massimale di polizza poi deve essere pari quantomeno al 70% del valore dei beni assicurati. Per chi non si adegua e non sottoscrive la polizza, il rischio non è tanto quello di prendere una ammenda o una multa, quanto invece quello di essere escluso da eventuali incentivi, agevolazioni e simili.

Ma c’è anche un aspetto non secondario che riguarda anche banche ed intermediari creditizi. Infatti, prestiti e finanziamenti iniziano a guardare anche alla polizza Cat-Nat, nel senso che vengono considerate meglio le aziende richiedenti che hanno tra le altre cose già una polizza assicurativa sottoscritta. Una garanzia ulteriore che ormai le banche chiedono.

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